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PROGETTO TURISMO COLLESALVETTI

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Novembre’99

A cura del Dr. Ario Locci

 

  1. IMPORTANZA STRATEGICA DEL TURISMO: QUADRO DI RIFERIMENTO SOCIOECONOMICO

Sul totale del movimento turistico internazionale, gli arrivi di turisti alla frontiera dell’Unione Europea, rappresentano oltre il 40% del totale mondiale, base 1995, con un trend in costante aumento. La rilevanza del bacino del Mediterraneo ha le caratteristiche di area trascontinentale, che di fatto, considerando la riva nord e quella sud e gli arrivi totali rilevati, costituisce il principale bacino turistico mondiale, con una quota che supera il 33%.

In quest’area il ruolo dell’Italia, per volumi d’affari trattati, per la diversità e qualità dei turismi presenti, per la posizione strategica occupata, è quella di un paese leader. La Toscana, in questo ragionamento, rappresenta la Regione turisticamente più importante, sia per risorse che sulla base di  risultati socio economici.

Alcune previsioni di sviluppo del movimento turistico (arrivi), vengono indicate dall’OMT, per l’Europa, base anno 2000, in oltre il 45% del totale mondiale. Ovviamente si tratta di uno scenario indicativo; le previsioni in campo turistico, molto spesso sono smentite dai fatti perché sono strettamente  legate alla imprevedibilità di ciò che accade in campo economico ed alle variazioni di stabilità politico istituzionali e di assetti ed equilibri internazionali.

Inoltre, nella valutazione degli andamenti del movimento turistico, giocano un ruolo determinante alcune componenti metaeconomiche che stabiliscono i limiti entro i quali avvengono le scelte. Ci riferiamo essenzialmente alle modalità dei comportamenti soggettivi, a fenomeni di psicologia sociale ed al modo con cui queste componenti si legano alle tecnologie ed ai processi di informatizzazione e telematizzazione in atto.

Dal lato della domanda si stanno instaurando meccanismi di maggiore trasparenza, l’abbattimento dei gaps temporali, un innalzamento complessivo del livello di cultura, più voglia e disponibilità economiche per viaggiare, e sistemi di valutazione della “qualità” del servizio turistico.

Il mutamento in corso delle strutture sociali, le trasformazioni che si producono nella vita economica e nella struttura professionale hanno effetti significativi sul modello economico e ripercussioni profonde sul modo di fare turismo. Ciò comporterà un’ampia gamma di nuove possibilità  e di effetti positivi tra cui significativi appaiono:

  • Elevazione della scolarità e del sapere diffuso.
  • Riduzione dell’ansia per il futuro, attraverso il perfezionamento delle tecniche previsionali e di programmazione.
  • Maggiore elasticità e fruibilità del progresso tecnologico (informatica miniaturizzata e personalizzata, e fenomeno delle telecomunicazioni applicate all’economia).
  • Aumento delle possibilità di scelta, sia sul fronte del lavoro che in rapporto agli oggetti, ai divertimenti, alle fonti di informazione.
  • Maggiore importanza data ai miglioramenti qualitativi rispetto alla crescita quantitativa.
  • Diminuzione della fatica fisica nel lavoro e tendenziale aumento del tempo libero.

Mentre la società che ci stiamo lasciando alle spalle produceva soprattutto mezzi di produzione, beni consumabili e capitale, la società in cui ci siamo incamminati genera conoscenze, gestione di sistemi, informazioni, comunicazione, capacità di provocare e gestire il cambiamento. Ciò non vuol dire che regredisce la produzione di beni, ma che tali processi assorbono sempre meno risorse umane e materiali che si travasano nella produzione di servizi.

In questo contesto diviene essenziale “ la programmazione dell’innovazione” e la differenziazione funzionale che caratterizza questa nostra società. Il prevalere della differenziazione funzionale porta con se la separazione delle funzioni dagli strati sociali; la graduale perdita delle gerarchie significa sostanzialmente ampliamento della libertà di comunicazione tra soggetti ed elementi del sistema, in ogni direzione e senza canali predefiniti. In questo contesto diviene labile la dimensione nazionale della produzione e dei consumi; da qui nasce l’esigenza dell’apertura delle frontiere, del mercato Unico Europeo, della globalizzazione dei sistemi.

In questo scenario di rapide trasformazioni, anche il fenomeno turismo va interpretato e rappresentato dal passaggio dei modelli di comportamento propri della società industrializzata ( turismo di massa, omogeneo, standardizzato, stratificato) alla più ampia ed inafferrabile articolazione dei turismi che si instaurano via via nella società complessa del terzo millennio.

Le esperienze turistiche vengono così a distinguersi secondo i tipi di relazione tra soggetti che le pongono in essere. Si delineano una serie di modelli di comportamento che abbracciano tutta la gamma di esperienze che vanno dalla ricerca del piacere immediato, alla riscoperta della natura, alla ricerca del senso della vita (esempio turismo ricreativo, turismo ambientale, turismo sportivo, turismo d’evasione, turismo esperenziale, turismo sperimentale, turismo religioso, turismo esistenziale ecc).  Ogni individuo può sperimentare diverse modalità nel corso dello stesso viaggio e può anche conoscere il passaggio da una modalità all’altra, nel corso della propria biografia turistica.

Al di là delle specifiche motivazioni dei soggetti e delle spinte che essi ricevono in un dato momento, il turismo si configura come un processo complesso, anzi come correlazione di specifici processi che spiegano, in maniera orientata, i percorsi vissuti dall’esperienza individuale.

L’elemento più significativo è dato dal fatto che, nell’attuale fase storica, vi è uno spostamento di dominanza dalla sfera dell’offerta turistica a quello della domanda. Questo maggiore peso della domanda ha creato e sta creando momenti di incertezza nel rapporto con il mercato.

“ …Indubbiamente il modello di scelta turistico sarà costituito da una mescolanza di variabili price e non price.

Tra le componenti non price è opportuno ricordare:

-         la tendenza a valutare gli aspetti ecologico – ambientali come sempre più determinati per la scelta;

-         la scoperta e la rivalutazione della memoria storica e quindi anche delle motivazioni artistiche e culturali del fare turismo;

-         il diffondersi del concetto di distanza virtuale e l’abitudine sempre più diffusa all’uso del mezzo aereo, accompagnata alla componente price costituita dal sistema di forti sconti in atto;

-         l’avvento sul mercato mondiale di nuovi paesi di origine;

-         l’abitudine a compiere più vacanze nel corso dell’anno, e vari soggiorni di breve durata (forte aumento degli weekends e short breaks);

-         La valorizzazione di forme non tradizionali del fare vacanza;

-         Lo sviluppo di molte segmentazioni di mercato di massa (per i paesi new comers) e di nicchia per i paesi di origine maturi.

Come conseguenza di questi atteggiamenti si avranno effetti anche sul piano delle variabili economiche:

-         differenziazione delle vacanze e loro specializzazione (logica dei turismi plurimi);

-         forte dinamica per forme di ricettività non tradizionale;

-         le possibilità della spesa turistica internazionale continueranno ad essere prevalentemente associate al livello di reddito disponibile dalle famiglie ed ai divari inflavalutari;

-         i viaggi all’estero continueranno ad aumentare a ritmi superiori alla media mondiale per Giappone, Spagna, Regno Unito, Svezia, Norvegia; in Italia, Germania, Francia ed USA l’incremento sarà di circa il 4%, corrispondente al tasso di crescita mondiale;

-         aumenteranno considerevolmente il traffico ed i viaggi di breve distanza nell’area europea, nonché i viaggi a lungo raggio verso il Nord America e fra l’Europa e zone del Pacifico ed Asia….” (da Settimo Rapporto sul Turismo Italiano 1997 patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, pag. 22 e seguente)

La dimensione del turismo apparterrà sempre meno all’oggetto (luogo e momento della vacanza), e sempre più si caratterizzerà nella sfera del soggetto, nell’attività dell’individuo stesso che parte (logica dei turismi plurimi).

Vi saranno meno spazi turistici puri, rigidamente separati dalla vita ordinaria. Gli stereotipi classici delle località turistiche dovranno riconvertire la propria immagine per mantenere quote di mercato; per fare vacanza non è più necessario né sufficiente recarsi in queste località. La concorrenza non avverrà più soltanto tra aree specializzate, ma coinvolgerà ogni possibile area e territorio che sappia adeguarsi alle trasformazioni socio-economiche.

Vi sono e vi saranno sempre più bisogni legati al processo tecnologico che ha provocato l’abbattimento delle distanze virtuali ed imposto la società della comunicazione globale. Si accorcerà quindi la distanza tra il momento del pensiero (la scelta) ed il momento dell’azione (il godimento effettivo della vacanza).

  1. 2.     LE AZIONI DELL’UNIONE EUROPEA IN MATERIA DI TURISMO

E’ con il trattato firmato a Maastricht nel 1992, che per la prima volta l’Unione Europea riconosce la possibilità di intervenire con misure nel settore del turismo (art.3t). Tale importante innovazione testimonia una presa di coscienza sulle potenzialità che il turismo può avere, sia per l’importanza economica delle attività turistiche, per la compatibilità tra il rispetto del principio di sussidiarietà e l’utilità di una azione di livello comunitario in questo campo, ed infine per una necessaria armonizzazione e coordinamento delle azioni nei tre settori collegati, cioè quelli del turismo, della protezione del consumatore e del patrimonio naturale e culturale.

La libera circolazione delle persone e dei servizi è insieme alla libera circolazione delle merci e dei capitali uno dei fondamenti del Mercato Unico europeo. Per quello che ci riguarda, la circolazione dei turisti e dei servizi turistici, comporta da un lato azioni rivolte a favorire la circolazione dei turisti nella Comunità, dall’altro la possibilità per i cittadini dell’Unione di esercitare attività lavorative e di formazione in un qualsiasi stato membro, in condizioni di uguaglianza. La libera circolazione delle persone, secondo il Trattato CEE ha lo scopo di liberalizzare i movimenti all’interno del territorio comunitario con riferimento ai fattori produttivi e quindi con riguardo ai lavoratori dipendenti, indipendenti, ai servizi ed alle attività professionali.

Secondo il Parlamento Europeo ed il Comitato economico e sociale, una politica del turismo per l’Unione potrebbe costituire e rendere più operativa e più visibile la reale complementarietà dei mezzi messi a disposizione dei turisti e delle imprese ai vari gradi comunitario, nazionale, regionale e locale, favorendo un’articolazione di fatto nei vari livelli di sostegno economico del settore. Nella risoluzione del 1994, il Parlamento Europeo si dichiara convinto che “.. il turismo possa svolgere un ruolo crescente per ciò che riguarda il concetto fondamentale di cittadinanza europea…” e “…ritiene che il turismo sia non solo una delle industrie più importanti dell’Unione Europea, ma anche e soprattutto un’attività che interessa tutti i cittadini europei, per i quali rappresenta una conquista sociale irreversibile, da cui si esige ogni volta una maggiore qualità..” e che “..è logico collocare il turista al centro di una politica comunitaria per il turismo..” (risoluzione del Parlamento del 18/01/94 PE 178.920/def ).

Le analisi economiche confermano che l’Europa resta la principale forza propulsiva del turismo internazionale, in termini di arrivi, di entrate e di flussi generati verso i paesi terzi. Esistono condizioni favorevoli per un ulteriore crescita del volume dei turisti, anche se ciò determinerà, cambiamenti ai quali debbono adattarsi le imprese.

L’Unione Europea sollecita le imprese turistiche a processi di trasformazione tali da adeguarsi alla mondializzazione del mercato ed alla crescente competitività di nuove  destinazioni, nonché all’evoluzione della domanda turistica, in particolare  di quella europea. Alcuni orientamenti caratterizzano le strategie già messe in opera che possono schematizzarsi in:

a)      la specializzazione su ben definiti segmenti di mercato accompagnata da operazioni di concentrazione per raggiungere una scala internazionale;

b)      la differenziazione delle attività offerte localmente o internazionalmente mediante lo sviluppo di segmenti spesso complementari.

Le strategie di adattamento che le imprese dovrebbero attuare, secondo gli indirizzi dell’Unione Europea possono schematizzarsi in:

  • Adattamento all’ambiente legislativo ed amministrativo che si impone all’insieme delle imprese e che può essere accompagnato da disposizioni riguardanti in modo specifico l’industria turistica, in particolare nell’ottica di protezione del turista e del rispetto dell’ambiente;
  • Esigenza di reagire rapidamente all’effetto diretto ed immediato sulla domanda di fattori esterni all’industria (clima, avvenimenti internazionali, catastrofi naturali), il che richiede adattamenti rapidi dell’offerta, difficili da realizzare, tenuto conto dell’imprevedibilità degli avvenimenti e della loro ampiezza;
  • Consapevolezza della natura locale del mercato per alcuni settori di attività, che può condurre ad una valutazione imperfetta dell’evoluzione della domanda internazionale di turismo. Questa domanda, in particolare, slitta in modo progressivo da una impostazione principalmente quantitativa (disponibilità dell’offerta, prezzo) verso una crescente introduzione di elementi qualitativi (ambiente, servizi, accoglienza) nell’espressione della domanda turistica. L’accresciuta esigenza di qualità si traduce in un rafforzamento della personalizzazione del servizio turistico; una strategia di adattamento può tendere allora a frammentare ogni segmento del mercato turistico in sottomercati o nicchie di attività, nell’ambito dei quali opera la competitività delle imprese.;
  • Il vantaggio o l’ostacolo che rappresenta la dimensione, spesso limitata, delle imprese del settore turistico. Le piccole imprese debbono far fronte non solo all’effetto delle concentrazioni che avvengono nel settore, o all’evoluzione generale delle condizioni della concorrenza internazionale, come il costo dei servizi, ma anche a problemi legati alla gestione dell’impresa, alla commercializzazione, all’introduzione di nuove tecnologie, all’innovazione in generale, all’accesso al capitale finanziario.

Le difficoltà che possono frenare l’adattamento del turismo all’evoluzione della domanda spiegano l’attuazione di misure comunitarie volte a creare un quadro favorevole alle imprese turistiche, in particolare per gli aspetti della conoscenza, della comunicazione e delle tecnologie informatiche e di telecomunicazioni, dei rilievi statistici e dell’ambiente giuridico dell’impresa, anche a seguito del mercato unico.

Gli strumenti di cui la Comunità dispone sono di natura legislativa aventi portata obbligatoria per gli Stati Membri (regolamenti direttive decisioni) o non vincolanti (raccomandazioni, comunicazioni, pareri). Tali atti comunitari possono avere carattere operativo (Piano di azione, Programma di lavoro) oppure essere rigorosamente regolamentate (definendo diritti ed obblighi delle parti in causa). In questi ultimi 5 anni vi sono state azioni su più livelli a favore del turismo su tematiche quali:

-         Miglioramenti della conoscenza del settore turistico e rafforzamento della coerenza delle azioni.

-         Scaglionamento delle vacanze.

-         Azioni transnazionali.

-         I turisti in quanto consumatori.

-         Turismo culturale.

-         Turismo ambientale.

-         Turismo rurale.

-         Turismo sociale.

-         Turismo dei giovani.

-         Formazione professionale.

-         Promozione presso paesi terzi.

-         Convenzione di Barcellona sulla protezione del Mediterraneo.

-         Progetto Tourism Information marketing.

-         Libro bianco sul futuro sviluppo della politica comune dei trasporti.

-         Regole sulla concorrenza e sui monopoli.

-         Piano di azione per la tutela dei consumatori.

-         I fondi strutturali che apportano un significativo contributo allo sviluppo del turismo nella Comunità e mirano a realizzare gli obiettivi di coesione economica e sociale. Tali aiuti si sono concentrati nelle Regioni aventi maggiori ritardi di sviluppo (Obiettivo 1), sulle Regioni in declino industriale (Obiettivo 2) e sulle regioni interessate allo sviluppo rurale (Obiettivo 5b). Queste Regioni sono definite come prioritarie per l’intervento dei fondi strutturali (FEOAG – orientamento, FESER e FSE). Il turismo è integrato nelle misure rientranti negli assi prioritari dei quadri comunitari di sostegno, nei programmi operativi e nei documenti unici di programmazione. Vengono avviate anche alcune azioni, in base a determinate iniziative comunitarie come LEADER II, INTERREG II, RESIDER, REGIS ecc . A favore dell’istruzione e della formazione professionale sono state effettuate importanti azioni sia con il Fondo sociale Europeo sia in altri programio di natura trasnazionale.

Nel 1999 sono stati emanati 3 Regolamenti la cui applicazione avrà benefici per i prossimi 5 anni, anche per la Toscana e per il territorio della Provincia di Livorno:

a)      Regolamento (CE) n° 1260/1999 del Consiglio del 21/06/99 recante disposizioni generali sui Fondi strutturali pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee del 26/06/99;

b)      Regolamento (CE)  n° 1783/1999 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12/07/99 relativo al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee del 13/08/99;

c)      Regolamento (CE) n° 1784/1999 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12/07/99 relativo al Fondo Sociale Europeo Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee del 13/08/99.

 

  1. 3.     RIFERIMENTI LEGISLATIVI NAZIONALI E REGIONALI IN MATERIA TURISTICA

In questi ultimi  anni, il sistema istituzionale italiano si è caratterizzato non solo per il dibattito sulle riforme, ma per alcune leggi approvate e che stanno avendo importanti risvolti anche per il mondo del turismo. Significative appaiono le leggi n° 59/1997 e n° 127/97 (c.d. legge Bassanini 1 e 2), ed i provvedimenti collegati, che possono permettere al settore turistico ed al mondo delle imprese, oberato da vincoli burocratici insopportabili e da una disciplina obsoleta, una radicale semplificazione delle procedure amministrative ed una nuova normativa, in linea con i caratteri industriali delle imprese e capace di assicurare una adeguata competitività nel quadro europeo.

Il riferimento legislativo  della legge 217/83 ha ormai perso le caratteristiche di legge quadro organica del sistema turistico italiano e necessita di interventi modificativi urgenti. Ciò anche alla luce dei trattati dell’Unione Europea, in quanto in settori sempre più vasti è la stessa Unione che rappresenta il fattore riformatore primario.

Tutte le quattro “libertà fondamentali” comunitarie (di circolazione delle persone, di circolazione delle merci e dei capitali, di prestazione di servizi e di stabilimento) hanno diretta influenza sul settore del turismo e sulle relative legislazioni nazionali. I principi comunitari vanno tenuti presenti nell’impostazione generale della stessa disciplina pubblica, in quanto essi si indirizzano verso la garanzia di un mercato aperto e competitivo (“un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza”), verso le dismissioni delle nazionalizzazioni e delle imprese pubbliche, verso una semplificazione legislativa, segnata, nel nostro paese, da una forte regolazione pubblicistica.  

Il quadro di riferimento generale nel quale si inserisce la regolamentazione di diritto pubblico del turismo è oggi determinata dalle leggi 400/88, 142/90, 203/95, 59/97; ad esse occorre far riferimento per comprendere gli atti legislativi, di governo ed amministrativi a livello centrale e regionale, che si sono susseguiti e che di fatto hanno decretato il superamento della Legge 217/83.

Con la Legge 400/88 di radicale riforma della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nasce la conferenza permanente per i rapporti tra Stato e Regioni, organo misto, con funzioni consultive e che ha permesso il superamento del “Comitato per la Programmazione turistica” previsto dalla Legge 217/93. Con la soppressione del Ministero del turismo  (referendum popolare del 18/04/93), si da corso all’istituzione del Dipartimento del turismo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Con la successiva Legge 142/90, si realizza il disegno autonomistico costituzionale, iniziato nel 1970 con l’istituzione delle Regioni a Statuto  Ordinario, con il riconoscimento della natura di Enti esponenziali delle collettività locali sottostanti anche ai Comuni ed alle Province. Con la nuova autonomia comunale e provinciale si inizia il processo di revisione dei ruoli degli Enti Locali anche per quanto attiene il turismo considerato che, per dettame normativo, la Regione deve rivedere il suo ordinamento ed adeguarlo ai compiti propri degli enti territoriali minori, così come deve uniformare la sua attività legislativa ed amministrativa alla salvaguardia della loro autonomia. Divenendo i comuni e le province rappresentanti a pieno titolo delle esigenze economiche, sociali, ambientali delle collettività stanziate sul loro territorio, comporta,  per la Regione un coordinamento delle istanze delle collettività locali attraverso attività programmatorie, producendo un auspicabile  superamento del centralismo regionale.

Su questa via il turismo potrà giovarsi delle scelte politiche e dell’attività degli enti locali più vicini alle popolazioni residenti, rivalutando interessi che nel passato venivano sacrificati a modelli regionali e nazionali standardizzati.

L’attività normativa regionale, per quanto attiene al turismo, si è orientata essenzialmente su due direzioni mirate, l’una allo sviluppo del settore e l’altra alla disciplina delle attività turistiche.

L’esperienza legislativa della Regione Toscana può sintetizzarsi nella Proposta di legge di iniziativa della Giunta Regionale  n° 547 “ Testo unico delle Leggi Regionali in materia di Turismo” che  le Commissioni consiliari permanenti I e V  hanno posto in consultazione il 2 Novembre u.s. Si fa riferimento a detta proposta perché si ritiene che rappresenti un elemento importante ed innovativo, i cui riscontri e tempi d’approvazione dovrebbero coincidere con l’efficacia del programma di sviluppo turistico del Comune di Collesalvetti.

Si tratta di un “ … primo elaborato nell’ambito di un processo organico di rielaborazione unitaria dei settori organici dell’intera normativa regionale, processo avviato in questa legislatura, di intesa tra Giunta e Consiglio, e che potrà concludersi soltanto nella legislatura che avrà inizio nell’anno 2000.” (dalla Relazione accompagnatoria alla P.D.L. pag. 1)

Il titolo I delinea complessivamente il sistema organizzativo regionale del turismo toscano, ripartendo le funzioni amministrative tra Regione, Province e Comuni. Il capo II istituisce le Agenzie per il turismo superando le Aziende di Promozione Turistica e detta norme di riordino delle funzioni amministrative in materia di informazione, accoglienza e promozione turistica locale della Regione.

Il titolo II “imprese turistiche” razionalizza le leggi di classificazione sia del settore alberghiero che dell’extraalberghiero, con l’introduzione di procedimenti amministrativi semplificati. Al capo II “altre strutture ricettive”, la materia viene delegificata e rinviata a successivo regolamento. Tali strutture ricettive vengono divise in tre tipologie: a) strutture ricettive extraalberghiere  per l’ospitalità collettiva, b) strutture ricettive extraalberghiere con le caratteristiche delle civili abitazioni, c) Residence. Innovativa appare la tipologia delle residenze d’epoca (art.56) definite come strutture ricettive ubicate in complessi immobiliari di particolare pregio storico-architettonico con un limite di capienza di 30 posti.

Case per ferie ed  ostelli per la gioventù sono accomunati sotto il profilo dei requisiti strutturali. Tutte le strutture del capo II possono essere gestite anche da privati. Si introduce (art.59) la possibilità di esercizio non professionale dell’attività di affittacamere per coloro che ospitano persone nella casa ove hanno la residenza, senza obblighi relativi al REC ed alla comunicazione dei prezzi.

Al capo V “Agenzie di Viaggio e turismo” sono state introdotte significative variazioni rispetto alla legislazione in vigore. In ottemperanza alla sentenza della Corte Costituzionale n° 382/98, sono stati ridefiniti gli obblighi e gli oneri di questa tipologia d’impresa. Di conseguenza l’esistenza di più punti di vendita o filiali, non comporterà più l’obbligo di distinte Autorizzazioni Amministrative, distinte figure professionali che assicurino la direzione tecnica, distinti depositi cauzionali.

Il titolo III “ le professioni per il turismo” riunisce le professionalità già delineate aggiungendo nuove figure e regolamentazioni diverse.

Il titolo IV reca le disposizioni finali del testo unico, volte a garantire il perseguimento del fine di semplificazione e certezza normativa. Il titolo contiene inoltre disposizioni generali volte a disciplinare il diritto intertemporale in attesa dell’entrata in vigore del nuovo testo unico regolamentare, che abrogherà gli attuali regolamenti in vigore nel settore e che completerà organicamente l’attuale testo unico legislativo.

  1. 4.     STRUMENTI DI PROGRAMMAZIONE E DI INDIRIZZO NEL SISTEMA TERRITORIALE.

Il primo strumento che viene schematicamente esaminato è il “ Piano di sviluppo turistico integrato della Costa degli etruschi” ambito turistico regionale n° 7  Azienda di promozione turistica di Livorno redatto e sviluppato dall’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, corso di perfezionamento in economia del turismo. Il piano di Marketing viene analizzato essenzialmente per le sue linee generali che hanno rappresentato per gli operatori pubblici e privati preziose indicazioni di lavoro che mantengono ancora la loro attualità.

Il territorio in questione, osservano i ricercatori della Bocconi, è caratterizzato dalla concentrazione delle attività produttive in alcuni poli industriali e dalle rilevanti risorse turistiche che, diffuse ovunque, risultano spesso frammiste alle stesse attività industriali. Su Livorno e Collesalvetti è localizzata la maggior parte delle imprese dell’industria di trasformazione, della cantieristica, della maggior parte delle attività inerenti al transito delle merci e dei passeggeri, nonché dei servizi e del terziario attinenti alle specifiche funzioni di un capoluogo di provincia.

Per Livorno e la sua area gravitazionale, secondo i ricercatori, fino agli anni ’90, non è mai stata posta in discussione la  “vocazione” preminentemente industriale e tale visione unidirezionale ha spesso messo in ombra le necessità relative alle forme di attività turistica complementare. Pur non potendo essere sostitutive dei comparti di attività industriale e produttive, le attività connesse al turismo sono andate progressivamente acquisendo le caratteristiche di comparto economico complementare, in grado di mitigare gli effetti della crisi e delle necessarie ristrutturazioni che hanno interessato il settore delle industrie di trasformazione.

“..La priorità finora data allo sviluppo industriale dovrebbe finalmente lasciare spazio ad uno specifico rafforzamento delle misure di protezione dell’ambiente e della pianificazione del territorio, allo scopo di effettuare una crescente riduzione dei problemi connessi all’inquinamento ed al degrado, ormai prossimi ad un grado di irreversibilità per ampie aree.  Attualmente dunque, è quanto mai necessario considerare uno sviluppo economico comportante un duplice aspetto previsionale: una pianificazione territoriale integrata che renda compatibile le attività turistiche a quelle industriali e che, in concerto alle stesse attività turistiche, comporti l’introduzione di elementi riferibili ad un equilibrato sviluppo dell’offerta, in armonia coi trend e le attese di lungo periodo della domanda turistica..” (Piano di marketing della Bocconi Pag. II).

Anche se il turismo non può, da solo, rappresentare la soluzione ai problemi legati al declino industriale ed alla crescente disoccupazione, un miglioramento qualitativo e quantitativo del territorio, anche di quello ritenuto non vocato al turismo, può avere ripercussioni positive in termini di vantaggi diretti per l’offerta turistica ed indiretta per gli effetti di ricaduta sul tessuto economico locale. I vantaggi di un processo di  riqualificazione globale non andrebbe a favore del solo turismo balneare, ma garantirebbe un processo di destagionalizzazione e di miglioramento delle condizioni di fruibilità dell’offerta complessiva, a vantaggio delle altre tipologie di turismo.

Vi sono le condizioni per lo sviluppo, in forma scientifica, di prodotti turistici di nuova concezione, da inserire in modo complementare ai grandi centri di attrazione turistica, quel fenomeno che, per semplicità terminologica, è stato classificato come “turismo minore” o di nicchia.

Nel  DOSSIER DI AREA  volume  1,  presentato alla prima conferenza regionale del turismo di Firenze 28/29 Marzo 1996, si rileva che “… nella Costa degli Etruschi l’obiettivo di fondo è quello di collegare più strettamente il turismo balneare alle forme di turismo alternativo (verde, sportivo, culturale, didattico, rurale, sociale, ecc) ed anche all’agriturismo, l’uno e le altre immerse in una prospettiva più generale di sviluppo rurale sostenibile, dando al turismo veste di componente non aggiuntiva, ma centrale e strategica, nella costruzione di un modello di sviluppo integrato, basato sui grandi valori dell’ambiente naturale, della storia e della cultura locali, compresa quella dei mestieri e delle produzioni tradizionali (agricoltura, miniere, artigianato ecc..). Le azioni da sostenere si propongono di qualificare l’offerta ricettiva…… di studiare, progettare e sostenere le iniziative tendenti a valorizzare il turismo alternativo mediante l’inventario di risorse ambientali, paesaggistiche, culturali, storiche, ed in senso lato ricreative…. “. (Dossier d’area  volume 1 pag. 44)

Le politiche di sviluppo presentate nel 1996 già evidenziano l’idea del turismo come prodotto intersettoriale e collettivo che deve far leva sulle risorse di base, le infrastrutture ed i servizi pubblici.  Partono da questi presupposti, secondo il Dossier, il progetto qualità totale del Comune di Cecina, il progetto di turismo rurale e di percorsi enogastronomici della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia, il progetto di turismo verde delle Colline Livornesi, il progetto di restauro e fruizione del complesso della Sambuca nel Comune di Collesalvetti, il progetto di valorizzazione storico artistica culturale della città di Livorno ed il progetto dell’Ente Parchi della Val di Cornia.

Il Piano Territoriale di Coordinamento adottato dal Consiglio Provinciale di Livorno il 22 Aprile 1998 con la sua articolazione consistente in:

la strategia; gli indirizzi di piano; la normativa, rappresenta un punto di riferimento importante anche ai fini del programma che stiamo delineando per il Comune di Collesalvetti.

La struttura del P.T.C. prevede che la Provincia nel suo insieme, a scala sovralocale faccia parte dell’area costiera Toscana al cui interno è possibile individuare:

  •  L’area vasta policentrica della costa comprendente la parte settentrionale della Provincia di Pisa e Livorno è caratterizzata dal polo tecnologico e di ricerca di Pisa e Livorno, nonché dal centro espositivo di Livorno (previsto dall’accordo di pianificazione per il P.S.). Rimangono da attivare sistemi di concertazione di Area vasta;
  • Il sistema urbano della Val di Cornia;
  • La rete sovralocale delle infrastrutture di trasporto e dei servizi culturali e sanitari.

I sistemi territoriali locali recepiti in sede di progetto di P.T.C. risultano i seguenti:

  1. Area Livornese ( Livorno Collesalvetti);
  2. Val di Cecina ( Rosignano Marittimo, Cecina, Bibbona e Castagneto Carducci);
  3. Val di Cornia (San Vincenzo, Sassetta, Suvereto, Campiglia Marittima, Piombino);
  4. Isola d’Elba e Capraia ( con tutti i rispettivi comuni).

Con la Legge Regionale 49/95, che disciplina l’istituzione dei Parchi, delle riserve naturali e delle aree protette di interesse locale, si è passati da norme di tutela e salvaguardia di tipo generico, alla determinazione più puntuale dei riferimenti normativi e dei soggetti istituzionali per l’individuazione e la gestione delle aree protette, le relative forme di gestione e le competenze per le azioni programmatiche. Gli interlocutori privilegiati della regione sono stati individuati nelle province. Il programma triennale regionale, previsto dalla legge 49, è lo strumento operativo per la determinazione delle aree protette da istituire, la loro perimetrazione di massima, l’individuazione dei soggetti gestionali e la ripartizione delle risorse disponibili. La Provincia di Livorno, in tale sistema normativo, ha cercato di cogliere le proprie specificità, facendo emergere diversi ambiti territoriali, o sistemi territoriali, che scaturiscono dalle molteplici componenti del paesaggio provinciale e dal quale emergono i caratteri fondamentali dello stesso, scomposti in diversi sistemi territoriali. Tra questi si evidenziano:

-         Le colline Livornesi;

-         La “foce” del fiume Cecina;

-         Le colline Metallifere;

-         La Val di Cornia.

La lettura in chiave paesistico-ambientale consente di prefigurare un assetto del territorio basato sulla ricomposizione “sistema” delle risorse ambientali presenti e di ampliare la concezione di “paesaggio”, che si arricchisce di due aspetti fondamentali:

a)      valorizzazione del rapporto natura – cultura, dovuto alle particolari caratteristiche del territorio livornese, ove l’ambiente naturale è sensibilmente segnato da emergenze storico – archeologiche;

b)      Connessione di ecosistemi diversi: mare, costa, boschi, zone umide e zone fluviali, che strutturano e caratterizzano il territorio provinciale e rappresentano i maggiori valori, di natura naturalistico/ambientale presenti, ma anche i più sensibili e fragili.

Con la valenza di “sistema integrato” di valori paesistici (naturali e culturali), si delinea il percorso per un nuovo modo di intendere la programmazione territoriale attraverso una interpretazione in chiave ecologica e sociale, in funzione dello  “sviluppo sostenibile” ed anche del turismo.

Per il raggiungimento degli obiettivi illustrati, la proposta della Provincia di Livorno si configura sotto forma di “ sistema provinciale delle aree protette”, organizzato nella individuazione dei sotto elencati ambiti specifici, di elevato valore naturalistico quali:

  • Parco Provinciale dei Monti Livornesi;
  • Valle del torrente Chioma;
  • Parco fluviale del fiume Cecina;
  • Area del paduletto;
  • Macchia della Magona;
  • Parco di Marinetta;
  • Parco archeologico minerario di San Silvestro;
  • Parco archeologico di Baratti – Populonia;
  • Parco interprovinciale di Montioni;
  • Padule Orti – Bottagone;
  • Parco territoriale della Costa orientale e della Sterpaia.

Tali scelte di programmazione individuano percorsi che collegano tra loro le varie aree, con cartografie adeguate e con itinerari di trekking e di fruibilità delle risorse. Si parla allora di itinerari archeologici, minerari, della metallurgia, delle strade del vino, delle strade dell’alabastro, del parco culturale della Via Aurelia ecc…

Lo strumento di programmazione allorquando parla di turismo afferma che …. il turismo nel territorio provinciale è suscettibile di ulteriore espansione, alla duplice condizione di puntare sulla valorizzazione e, non sullo sfruttamento della risorsa ambientale, e di attivare un generale processo di riqualificazione delle strutture per adeguarle, alle caratteristiche del turismo del terzo millennio. Vi è poi l’esigenza di cogliere a pieno e far divenire realtà le potenzialità turistiche del territorio, accentuando la realizzazione di politiche di diversificazione rispetto al turismo balneare, che pur resta la risorsa principale, attraverso la valorizzazione e lo sviluppo di attività di turismo culturale, archeologico, naturalistico, rurale, enogastronomico e congressuale. Si tratta allora di operare per il riequilibrio mare – collina, per la riscoperta della storia, degli usi e delle tradizioni delle nostre terre, per la valorizzazione dei prodotti tipici e di qualità, del nostro artigianato e della nostra agricoltura. Ciò determinerà il potenziamento degli aspetti di accoglienza e delle condizioni di permanenza del turista, il potenziamento di iniziative sportive, di manifestazioni fieristiche ed espositive, culturali e di spettacolazione.

Parte integrante, per certi aspetti decisiva, è l’avvio di una nuova politica di qualificazione e sostegno delle attività commerciali, ed in particolare dei pubblici esercizi, in direzione del miglioramento degli standards dei servizi, della professionalità degli addetti, degli orari di apertura e chiusura degli esercizi, e non ultimo del livello dei prezzi praticati al turista.

Gli obiettivi strategici del sistema turistico provinciale sono, secondo il P.T.C.:

¨      Allargamento delle aree ad interesse turistico – attraverso la diversificazione e qualificazione dell’offerta turistica e conseguente maggiore attrazione di nuovi segmenti di mercato;

¨      Attenuazione dei fenomeni di stagionalità;

¨      Attivazione delle sinergie tra diversi settori economici, al fine di uno sviluppo complessivo.

 

Le azioni da intraprendere dovranno essere orientate secondo il piano:

¨      Miglioramento e riqualificazione delle strutture ricettive e degli addetti;

¨      Miglioramento e potenziamento dei servizi pubblici;

¨      Salvaguardia e valorizzazione delle risorse ambientali, culturali, storico – archeologiche, delle tradizioni locali, delle potenzialità enogastronomiche;

¨      Integrazione delle sinergie dei segmenti turistici diversi, presenti sul territorio;

¨      Integrazione con i circuiti locali delle produzioni agricole di qualità.

Occorre inoltre che qualità del prodotto, promozione, commercializzazione, devono essere ben coordinati ed integrati tra loro.

Nel documento si fa inoltre riferimento ai “pluriturismi” esaminando il turismo verde, quello culturale, quello sportivo, l’enogastronomia e l’agriturismo. Questa importante forma è valorizzata non solo come elemento di integrazione del reddito agricolo, ma anche perché rappresenta un’offerta alternativa e di grosso richiamo per la domanda di mercato.

5. IL PIANO TRIENNALE DI SVILUPPO TURISTICO DELLA PROVINCIA  DI LIVORNO

La Provincia di Livorno ha subito, negli ultimi venti anni, un forte processo di deindustrializzazione, a cui ha corrisposto un rafforzamento del terziario, e del turismo in particolare. Il turismo ha le caratteristiche per assumere il ruolo di “locomotiva” dello sviluppo; fin dal 1995 è stato considerato una delle tre direttrici per lo sviluppo provinciale. La razionalizzazione e l’organizzazione del settore turistico potrebbe consentire un ulteriore salto di qualità sulla via di trasformazione del turismo da settore economico a fattore di sviluppo.

Il Consiglio Provinciale, nella seduta del 16 Aprile 1999, con delibera numero 967, ha approvato il Piano triennale di sviluppo turistico della Provincia di Livorno; tale strumento si pone come elemento innovativo sul piano della programmazione dello sviluppo economico, introducendo un modo di lavorare più organico e strettamente correlato alle peculiarità ed alle necessità delle varie zone del territorio. A livello normativo si colloca nella logica operativa della legge 142/90 che individua nelle Province l’Ente intermedio di programmazione.

Obiettivo generale del Piano è quello di coordinare le politiche locali di sviluppo turistico, utilizzando lo strumento della concertazione tra tutti i soggetti che operano sul territorio, siano essi di natura pubblica od istituzionale o di diritto privato ed associativo. Il meccanismo della concertazione dovrebbe attivare azioni promozionali comuni, qualificare l’offerta ricettiva e dei servizi, adeguare l’informazione turistica a standard di qualità europei, e valorizzare le risorse presenti ed i prodotti tipici dell’area. Il Piano propone anche di attivare una riflessione concertata sulle politiche urbanistiche e di valorizzazione ambientale, necessarie a sostenere e sviluppare una cultura complessiva dell’accoglienza.

Nel lavoro che l’Amministrazione dovrà fare per la gestione dei fondi strutturali su base locale nei prossimi anni, verranno individuate, in accordo con la Regione, assi, misure ed azioni a cui finalizzare le risorse comunitarie, tenendo di conto degli indirizzi del piano di sviluppo turistico.

Metodologicamente lo strumento è stato costruito analizzando, con rapporti specializzati, l’evoluzione della domanda turistica, l’evoluzione e lo stato dell’offerta, l’indotto economico del settore turistico, gli studi svolti sul turismo in questi ultimi 5 anni, la promozione del territorio e della sua offerta turistica complessiva. Ciascuno di questi studi ha prodotto una serie di indicazioni che hanno permesso di definire indirizzi generali che si possono sintetizzare nei seguenti punti:

  •  La pianificazione territoriale provinciale (PTC) e le scelte urbanistiche, dovranno orientare lo sviluppo turistico secondo le vocazioni turistiche delle diverse parti del territorio della provincia definite nello stesso PTC.
  •  Tutela e valorizzazione ambientale, recupero delle risorse storiche e culturali, potenziamento delle infrastrutture viarie, portuali e ferroviarie secondo una logica di sostenibilità ambientale.
  •  Strategica diviene la diversificazione dei segmenti della domanda nella logica di un aumento delle presenze turistiche straniere e di un proceso di destagionalizzazione già in atto in questi anni. Gli obiettivi delle prossime campagne promozionali si propone che siano indirizzati, oltre al turismo balneare, al turismo naturalistico, al turismo sportivo, al turismo storico – culturale, al turismo enogastronomico, al turismo crocieristico.
  •  L’intero sistema turistico livornese si dovrà orientare verso un profondo processo di innovazione del prodotto: questa necessità è conseguenza di una riconversione economica territoriale già in atto, e di un cambiamento strutturale della domanda turistica che insiste sul territorio stesso, che vede una costante crescita delle presenze del centro e del Nord Europa e di paesi quali l’America ed il Giappone sempre più attratti dalla campagna toscana e dalle zone di produzione di vini eccellenti.
  • Ciò determinerà una necessaria riqualificazione dell’offerta turistica ricettiva, a livello di migliori servizi per l’accoglienza. Il paradigma per la valutazione dello sviluppo turistico nei prossimi anni, sarà sempre più il passaggio dalla quantità alla qualità. Lo stesso PTC risponde alla logica di una riqualificazione globale, permettendo ai singoli PRG comunali di tenere conto di utili indicazioni che si coordinano in modo omogeneo su tutto  il territorio.
  • Dovranno essere predisposti, sulla base degli studi approntati a livello dei regolamenti comunitari, dei progetti Leader II, Interreg II, Resider, sulla base degli indirizzi indicati dai patti territoriali, dai protocolli di intesa stipulati tra i diversi soggetti, per interventi di adeguamento delle infrastrutture.
  • Le azioni finalizzate allo sviluppo e promozione delle singole realtà turistiche, dovranno essere frutto della concertazione tra pubblico e privato, in una sinergia che permetta il pieno svolgimento delle competenze proprie di ciascun attore; anche le iniziative dei singoli Comuni possono portare a risultati importanti nella misura in cui si riuscirà a sfruttare l’immagine complessiva del territorio, “agganciandosi” ad una economia di scala nella quale si fruisce del lavoro svolto a livello Provinciale.
  • Mantenimento da parte della Provincia, del ruolo di struttura che fornisce informazione agli altri operatori (sia pubblici che privati) in tempo reale per una programmazione corretta dei piani annuali, attraverso gli strumenti già operativi dell’Osservatorio Turistico Provinciale e delle azioni di comunicazione attivate.
  • La formazione professionale degli addetti al comparto, rimane una delle necessità principali. Ciò emerge dalla recente ricerca effettuata dall’Osservatorio del Mercato del Lavoro, che ha messo in evidenza come il settore in cui operano le imprese turistiche sia sempre più complesso, caratterizzato da continui mutamenti e da accresciute concorrenze, in grado di essere contrastate solo con il miglioramento del livello delle prestazioni erogate e con una valorizzazione sempre maggiore della componente umana. Su tali elementi occorrerà una più attenta valutazione, con la capacità di attivare varie risposte, sia attraverso i corsi di formazione professionale, sia con rapporti crescenti con gli Istituti Alberghieri della nostra provincia, sia utilizzando nuovi strumenti, quali la formazione post – diploma, le lauree brevi ecc…

Lo sviluppo turistico dovrà ormai inserirsi  nelle valutazioni di destinazione d’uso del territorio, prevedendo servizi e strutture adeguate al cambiamento imposto dal mercato, in grado di creare, su scala locale, un proprio mercato fidelizzato e di buona qualità.

 

Il comparto turistico è oggi qualcosa di più della somma delle spese individuali per vitto ed alloggio, ma interessa un sistema di interrelazioni economiche in grado di attivare un moltiplicatore del reddito.

Le problematiche sopra elencate si presentano in misura diversa nelle quattro aree turistiche della Provincia (Livorno Collesalvetti; Val di Cecina, Val di Cornia ed Arcipelago). Il territorio, la sua identità sociale, economica e paesaggistica rappresenta le componenti diversificate del prodotto che possono essere riportate ad unitarietà turistica, con un processo di programmazione e di concertazione.

La crescita del settore turistico, nella Provincia di Livorno registra, negli ultimi 5 anni, un incremento di circa il 23%, ponendo questo territorio, al secondo posto in Toscana, dopo Firenze. Almeno due fattori hanno avuto importanza strategica per l’affermazione del settore: la promozione sui mercati europei, che è andata intensificandosi e qualificandosi sempre più, ed il parziale completamento di opere infrastrutturali quali la strada di grande comunicazione Firenze Pisa Livorno.

Se la crescita fino ad oggi è stata importante e visibile, tuttavia il passaggio dei prossimi anni si annuncia delicato; occorre infatti passare da una crescita principalmente quantitativa ad un processo di incremento qualitativo che comporta l’attivazione di target di riferimento più esigenti e difficili da gestire. La soddisfazione di questa domanda avverrà attraverso l’offerta di nuovi e più qualificati servizi turistici basati su affidabilità, certezza, efficienza, professionalità. Stesso ragionamento  vale per i servizi che offre la parte pubblica che dovrebbero toccare livelli di eccellenza.  (si è scelto di riportare grande parte del Piani triennale in quanto rappresenta, allo stato attuale il punto di riferimento più importante).

6.  L’OSSERVATORIO TURISTICO PROVINCIALE

Ormai da alcuni anni, la Provincia di Livorno, l’Azienda di promozione turistica di Livorno e l’Azienda di promozione turistica dell’Arcipelago, in collaborazione con il Centro Studi Turistici di Firenze, hanno istituito l’osservatorio turistico provinciale, con l’obiettivo di monitorare le continue evoluzioni dei mercati, individuando rapidamente i vincoli e le opportunità che si vanno creando.

I processi di ampia trasformazione avviati su tutti i mercati turistici hanno contribuito a delineare una molteplicità di turismi, che costringono a seguire una specifica programmazione, diffondendo la cultura del “miglioramento continuo”. 

Bacini turistici importanti come quello livornese debbono mettere in campo strategie di riferimento mirate allo sviluppo ed alla riqualificazione del settore.

Le indagini svolte dall’Osservatorio si concretizzano nello strumento dell’osservatorio previsionale ed in quello a consuntivo, con analisi specifiche essenzialmente sul versante della domanda turistica.

Prezioso diviene il lavoro svolto dall’osservatorio che da indicazioni operative agli operatori ed alle istituzioni; sulla base di ciò è possibile delineare, in modo  scientifico,  i piani promozionali e di commercializzazione.

7. INDICAZIONI ED ORIENTAMENTI PER UN PROGRAMMA DI SVILUPPO TURISTICO DEL COMUNE DI COLLESALVETTI 

7.1   IL TERRITORIO

Si evidenziano alcuni elementi descrittivi del territorio Comunale di Collesalvetti, soffermandosi su quelle località e quei siti che più degli altri sono utili per la definizione del prodotto turistico che si andrà a determinare con il programma di sviluppo turistico.

Collesalvetti è posta nell’immediato retroterra livornese, tra le colline pisane e quelle livornesi. E’ facilmente raggiungibile da Nord con l’autostrada Genova Roma uscita Stagno e con la S.G.C. Firenze Pisa Livorno uscita di Vicarello.

La storia di questo territorio è antica così come dimostrano le numerose testimonianze rimaste. Sotto il dominio francese, nel 1808, Collesalvetti diviene comunità autonoma, con un territorio ampio che comprende anche le località di Castell’Anselmo, Colognole, Nugola, Guasticce, Vicarello, Parrana San Giusto, Parrana San Martino, Stagno e Vicarello.

La storia del territorio è segnata dalla natura del terreno, soggetto, prima delle bonifiche effettuate dai Medici e dai Lorena, a frequenti e periodiche alluvioni per lo straripamento dei numerosi corsi d’acqua che determinavano paludi e conseguenti spopolamento della pianura, a vantaggio delle  colline circostanti.

Durante il Medioevo Collesalvetti, o più semplicemente Colle così come veniva chiamato, segue le vicende di Pisa, divenendo successivamente Villa Medicea di caccia, trasformata poi in casa di fattoria dei Lorena. Il Paese ha perso l’antica memoria dell’epoca medioevale (risulta completamente distrutta anche l’Abbazia Benedettina che sorgeva nei dintorni),  ed è cresciuto attorno alla fattoria, fino a divenire comunità autonoma nel secolo scorso.

Di Castell’Anselmo, frazione collinare sui monti livornesi, si hanno notizie risalenti al X secolo. Nell’anno 1432 questa località fu completamente distrutta dall’esercito fiorentino. In Loc. Torretta Vecchia, sulla SS 206 (l’antica via consolare Emilia Scauri) sono stati portati alla luce i resti di un edificio romano di notevole importanza, databile al I secolo d.C. L’edificio portato alla luce è un grande impianto termale pubblico, con alcune stanze che conservano pavimenti a mosaico in buono stato di conservazione. Nei secoli successivi l’edificio venne ulteriormente ampliato creando danni alla struttura originaria, determinando una graduale decadenza, spoliazione degli arredi decorativi e trasformazione nell’uso.

Il nome di Colognole deriva dall’essere stata una piccola colonia romana; oggi è nota soprattutto per l’acquedotto Leopoldino che la percorre e che ha le sue origini sul territorio. Detto acquedotto, con un percorso di circa km. 18 raggiunge la città di Livorno, che dal 1816 al 1912 lo ha utilizzato come principale mezzo di rifornimento idrico. La costruzione dell’acquedotto si protrasse per oltre 70 anni su progetto originario (1792) dell’ingegnere fiorentino Giuseppe Salvetti. Il condotto, in pietra, a tratto corre su alte mura, attraversando le Parrane e Nugola, in un suggestivo ambiente collinare con trafori e gallerie, per giungere, costeggiando via delle Sorgenti al Cisternino di Pian di Rota, ove funzionava un sistema di purgazione per il filtraggio delle acque.

Tra le testimonianze monumentali, ai confini tra Livorno e Collesalvetti, importante e pieno di fascino i resti del Romitorio della Sambuca, dichiarato nel 1910 monumento Nazionale. Il complesso ha forma quadrangolare, con un chiostro aperto; al secolo XI risale la parte centrale della chiesa, mentre l’abside semicircolare e mura portanti del romitorio risalgono al secolo successivo; la chiesa è incorporata nell’edificio ed è dotata di un campanile a vela.

Nel Novembre 1997, il Comune presentava un progetto di ricupero della Chiesa di Santa Maria della Sambuca chiedendo i benefici della Legge 270 in occasione dell’evento giubileare del 2000. Si proponeva l’avvio di un percorso storico – religioso, che mettesse in comunicazione la tradizionale mèta di Montenero  con la Valle Benedetta e la Sambuca. Le opere che sarebbero state necessarie erano relative al completamento del 1° lotto di ricupero dell’edificio, degli affreschi delle sinopie ecc, e si prevedeva la migliore fruibilità della struttura  e l’ampliamento delle visite dei pellegrini a seguito della realizzazione di foresteria, ristoro e piccola sala convegni, il miglioramento all’accesso con consolidamento del fondo stradale e la creazione di zone di sosta e parcheggio. Dopo l’evento giubilare la proposta prevedeva l’istituzione di strutture didattiche  e di studio, nonché locali da adibire a mostre, convegni ed online casino esposizioni, a supporto di attività anche di natura turistico, culturale ed ambientale. La Sambuca si trova nel parco delle Colline livornesi, in una zona particolarmente interessante dal punto di vista naturalistico, oltre ad essere un importante sito di valore storico-religioso.

Il mosaico della aree extraurbane è possibile ricostruirlo con il censimento delle aree agricole, verificando lo stato di conservazione e di utilizzazione del territorio, privilegiando il ricupero ambientale e paesaggistico, per esempio intorno a Ville, a fattorie di particolare valore architettonico, e zone archeologiche, assoggettandole a specifica disciplina urbanistica, che tenga presente anche delle richieste del mercato turistico sempre più indirizzato alla riscoperta della storia e della tipicità dei luoghi.

7.2  ELEMENTI ED ORIENTAMENTI DI MARKETING  TURISTICO

 

“.. Sia dal punto di vista organizzativo che da quello funzionale il settore turistico è costituito da un sistema misto nel quale convergono e si moltiplicano le efficienze e le inefficienze della componente pubblica e di quella privata: la prima impegnata ad utilizzare, regolamentare e promuovere lo sviluppo del territorio, la seconda tesa a predisporre e vendere servizi che rendono concretamente fruibili, da parte della domanda, le attrattive offerte dal territorio e ad integrarle in un insieme composito che unitariamente soddisfi, nel modo migliore possibile, i bisogni, le aspettative e le esigenze che hanno motivato il viaggio.” (Giovanni Peroni – Marketing turistico – Franco Angeli – 1989 – Pag. 19)

Il marketing rappresenta certamente lo strumento più efficace ed idoneo per l’affermazione sul mercato, del prodotto turismo.

Definire in modo sintetico il significato del termine marketing non è cosa semplice in quanto tra gli stessi studiosi ed esperti della materia, vi sono posizioni molto distanti. Alcuni autori interpretano il marketing principalmente come un’arte, altri come una filosofia di conduzione aziendale, altri ancora come un gruppo di funzioni correlate tra loro. Alcuni privilegiano gli aspetti istituzionali, altri quelli contenutistici e quasi tutti individuano nell’orientamento al mercato e nell’obiettivo primario di soddisfare la domanda, soltanto un mezzo per aumentare i profitti attraverso la maggiore soddisfazione del cliente.

Il BIM (British Institut of Marketing) affronta il problema della definizione del marketing sia come funzione direzionale che come attività distributiva. Per il BIM, il marketing è la funzione gestionale che riguarda l’organizzazione e la direzione di tutte quelle attività d’impresa che hanno per scopo sia di individuare e convertire il potere d’acquisto dei consumatori in domanda effettiva per uno specifico prodotto o servizio, sia di fare giungere tali prodotti o servizi ai consumatori o utilizzatori finali, in modo da assicurare così il raggiungimento delle finalità di profitto o degli obiettivi stabiliti dall’impresa.

Queste e molte altre definizioni evidenziano come sia difficile una schematizzazione sintetica ed univoca del termine marketing e come sia preferibile analizzare separatamente i suoi diversi aspetti nel settore del turismo. In questa ottica è possibile fissare alcuni punti chiave, che sono di fondamentale importanza pratica e concettuale.

Mirando il marketing al soddisfacimento ed in molti casi all’anticipazione dei bisogni della domanda, la prima sua fase è quella di una ricerca sistematica dei caratteri organizzativi dell’azienda, o se trattasi di marketing turistico pubblico, degli organismi che rappresentano interessi delle popolazioni ospitanti. Definito e circoscritto così l’effettivo margine di manovra, il marketing individua, nell’ambito di questo spazio, ciò che il mercato consente di fare. Detti margini di manovra dipendono sia dalla domanda che dalla concorrenza.

Le tre principali componenti dell’ambiente esterno possono individuarsi in:

-         La domanda con le caratteristiche, la struttura, la dinamica, i modelli decisionali, i bisogni ed i profili comportamentali dei consumatori attuali e potenziali;

-         la concorrenza, con i suoi prodotti, con i suoi servizi e con i suoi prezzi al fine di individuare sia i suoi punti forti e deboli sia la sua posizione di mercato ed i motivi per cui ha raggiunto tale posizione;

-         l’ambiente, inteso nella sua più vasta accezione che non si limita all’analisi dell’effettiva validità e fruibilità delle attrattive circostanti e dei caratteri ecologici e paesaggistici del territorio (aspetti, questi, importantissimi nel settore del turismo), ma investe l’intero reticolo delle condizioni esterne ( di carattere giuridico, fiscale, organizzativo ecc.) in cui il sistema di servizi si muove, condizioni che, di volta in volta, possono rappresentare altrettante possibilità od altrettanti vincoli all’azione dell’impresa.

Vi è poi l’attività di vendita che deve essere costantemente seguita e verificata, anche per mettere a punto, confermare integrare o modificare tali strategie. Questo ciclo completo viene chiamato “ciclo di marketing” ed è caratterizzato dall’approccio, da cui trae avvio la fase conoscitiva, e poi dalla fase decisionale ed operativa, per giungere all’attività finale di vendita, la cui analisi assicura un riflesso d’informazioni che si riconduce alla fase conoscitiva ed innesca un nuovo ciclo.

Il marketing turistico prevede poi il contributo sinergico di una moltitudine di soggetti facenti capo a due fondamentali componenti: quella pubblica e quella privata che dovrebbero interagire tra loro per raggiungere obiettivi di comune interesse; questo passaggio aggiuntivo, rende il marketing turistico ulteriormente complesso.

Il Comune di Collesalvetti dovrà assegnare al turismo un ruolo importante per diversificare lo sviluppo economico, creando le premesse per essere classificato Comune turistico, ed identificando alcune priorità di programmazione.

La programmazione dovrebbe assegnare al turismo il ruolo che deve assumere nell’economia e nella società; gli obiettivi settoriali e le modalità di sviluppo dovrebbero invece essere indicate dalla politica turistica, mentre il marketing dovrebbe rappresentare lo strumento informativo sulle condizioni, tendenze e prospettive del mercato (domanda ed offerta), in ordine alla verifica della razionalità e della raggiungibilità effettiva degli obiettivi prefissati.

Come sappiamo, di consumatori-turisti ve ne sono molti ed ognuno ha proprie esigenze, proprie specificità, che vanno sapute cogliere ed analizzare. Vi sono i giovani ed i meno giovani, i facoltosi ed i meno facoltosi, le famiglie con bambini, i progressisti ed i tradizionalisti, i colti ed i meno istruiti, gli amanti della cucina ed i dietisti, in definitiva una miriade di classi e sottoclassi che impongono una parcellizzazione della domanda e dei relativi momenti comportamentali.

Quello che allora è necessario proporre è una segmentazione del mercato nelle sue componenti di domanda e di offerta. Questo tipo di impostazione non giustifica però atteggiamenti di piatta uniformità in quanto più numerose sono le opportunità dell’offerta, maggiore sarà l’attenzione dei singoli segmenti di domanda.

In generale, i criteri più frequentemente adottati per la segmentazione del mercato sono:

a) i caratteri socio-economici ( età, sesso, stato civile, professione, strato sociale, classe di reddito, indicatori economici del livello di vita, grado di istruzione, ecc);

b) i caratteri geografici ( area di provenienza, distanza, durata, costosità del viaggio compiuto, attrazione gravitazionale, ecc.);

c)      i caratteri psicologici.

Ai criteri sopra richiamati, per il settore turismo vanno aggiunti anche quelli di tipo motivazionale e comportamentale, che si ricollegano direttamente agli stimoli che hanno indotto all’attività turistica (tipo e/ragione del viaggio o della vacanza), alla sua frequenza e durata, alle sue modalità di svolgimento (grado di libertà concesso dall’offerta).

Un ulteriore fenomeno da tenere presente è quello relativo all’apparente, facile accontentabilità dei turisti che, in molti casi anche se scontenti, evitano contestazioni od espliciti atteggiamenti di protesta, limitandosi però a ripromettersi di non tornare più nell’esercizio o nella località. Tale atteggiamento sembra ricompensare politiche speculative di breve periodo, e apparentemente premia l’assenza di serietà e di professionalità manageriale. Nel lungo periodo però distrugge l’immagine di un esercizio o di una località turistica.

Nel turismo, la cosiddetta ” funzione di risposta del mercato” è molto lenta il che rappresenta un grosso svantaggio ed un pericolo per gli operatori turistici che non dispongono di un immediato metro di giudizio che consenta loro di correggersi quando sbagliano. Essi pertanto percepiscono solo quando ormai è troppo tardi, le negative conseguenze di scelte, atteggiamenti e politiche gestionali errate.

Sulla base di queste motivazioni, i metodi di osservazione e di analisi della clientela, della segmentazione della domanda, le scelte di politica gestionali, non possono essere improvvisate o dettate dall’emotività.

Le tecniche “di segmentazione del mercato” prevedono inoltre una vasta opportunità di scelte da parte dell’imprenditore e dell’operatore pubblico. Esse permettono di concentrarsi su un solo segmento, di specializzarsi su particolari richieste dei consumatori, di specializzarsi su segmenti collegati tra loro, di rivolgersi a segmenti non collegati tra loro, di rivolgersi all’intero mercato. Gli specialisti di marketing turistico definiscono dette opportunità, mercato indifferenziato, mercato differenziato e mercato concentrato. Tra gli obiettivi che si prefigge la segmentazione, vi sono quelli dell’analisi previsionale del mercato, dell’individuazione dei profili dei gruppi di clientela e delle delimitazioni del regime di concorrenza nel quale si vuol operare.

La segmentazione della domanda agevola l’analisi previsionale del mercato e consente l’effettivo collegamento tra tali previsioni e le concrete decisioni concernenti lo sviluppo di un’area o le strategie d’impresa nel lungo periodo.

Chiedersi dove stia andando il mercato turistico e quali siano le caratteristiche quantitative e qualitative della nuova domanda, senza conoscere il tipo di segmentazione del mercato, che consenta di suddividere la domanda in gruppi sufficientemente omogenei, comporta, ad avviso dei ricercatori e degli studiosi di questa disciplina, porsi un quesito senza risposta, o dare risposte di scarsa attendibilità scientifica, o, nel migliore dei casi, esprimere semplicemente dei convincimenti personali.

Altro obiettivo degli studi sulla segmentazione, è quello dell’esatta individuazione dei “profili” di ognuno dei gruppi di clientela considerati. In questo caso si tratta di due profili: il primo riguarda i modelli ed i comportamenti di consumo, il secondo i modelli di ricezione, di informazione e di decisione propri di ciascun gruppo. Al primo caso si daranno risposte attraverso un’appropriata politica di prodotto, mentre il secondo necessiterà di politiche di comunicazione, di promozione e di commercializzazione, “.. che vengano particolarmente incontro ai modi con cui quel particolare segmento di mercato recepisce, decodifica ed interpreta i messaggi pubblicitari, alle modalità con cui reagisce agli stimoli della promozione ed agli schemi che assume nell’adottare le proprie decisioni di viaggio o di vacanza..”.(G. Peroni – Op. Cit. – Pag. 76)

Se una località può contare su beni artistici, culturali, paesaggistici, ambientali, storici ecc., la diversificazione del prodotto diviene il naturale risultato di una promozione ben calibrata, e condizione per la predisposizione di “pacchetti” caratterizzati e mirati a raggiungere specifici segmenti. In presenza di simili attrattive, la segmentazione può dare luogo a diversi livelli di intervento. Vi è quello fondato sulle attrattive territoriali (con caratteristiche più o meno esclusive), quello incentrato sull’offerta di pacchetti mirati (combinazione attrattive e servizi, es. settimane ecologiche, turismo sociale, sportivo, familiare ecc.) e quello riguardanti invece i servizi offerti dalle singole imprese turistiche.

Da queste considerazioni emerge che, quanto minori sono le attrattive territoriali, tanto maggiore deve essere lo sforzo di diversificazione, incentrato sull’offerta di pacchetti e sul livello dei servizi d’impresa. E’ questo il caso della maggior parte delle località a vocazione balneare, che presentano attrattive valide, ma offribili da molte altre località simili. Non è però sufficiente che esista la diversificazione delle attrattive disponibili, per garantire il successo, ma esse debbono essere percepite ed apprezzate dalla domanda, attraverso sistematiche azioni ed iniziative promozionali. La differenziazione, o diversificazione di un prodotto o pacchetto si estende su una vasta gamma di possibilità, alcune delle quali apparentemente marginali, che  si rilevano di grande importanza per il segmento di mercato a cui si rivolgono. Si pensi per esempio al ruolo che può avere l’assistenza medica o la disponibilità di menù speciali in un pacchetto per anziani, od al prezzo particolarmente incentivante per i bambini in un pacchetto famiglia.

Se poi si analizza quello che viene chiamato “turismo tematico”, che rappresenta una delle caratteristiche essenziali della nostra società, si possono prevedere offerte speciali a seconda degli hobby o degli interessi culturali più o meno profondi dei vari segmenti. L’artigianato, le tradizioni popolari, la storia delle grandi e piccole località mèta dei flussi turistici, insieme ai tesori dell’arte, della cultura, del paesaggio e dell’ambiente, rappresentano un campo vastissimo per la fantasia, la creatività e l’inventiva per coloro che debbono diversificare, ringiovanire, caratterizzare un prodotto o una gamma d’offerta.

Nel campo del turismo, così come abbiamo già visto, ogni combinazione di viaggio o di vacanza, viene interpretato e filtrato dalla personalità del consumatore potenziale, alla luce del tipo di attività che egli vuole compiere con quella particolare combinazione, ed allo specifico significato che ascrive ad essa.

Innanzitutto va evidenziata  la complessità del prodotto turismo, che risulta composto e caratterizzato da una vasta gamma di fattori comprendenti caratteristiche ambientali e servizi riferibili a tutte le esperienze ed a tutte le attività che il turista compie dal momento in cui lascia il suo domicilio abituale, a quello in cui vi fa ritorno.

Da considerare poi l’aspetto dell’inimmagazzinabilità del prodotto ( il ricavo di una camera d’albergo libera anche per un solo giorno è perduto per sempre), dell’incertezza non solo del prezzo complessivo ma del rapporto qualità prezzo, dell’intrasportabilità del prodotto.

Vi è poi un’importanza soggettiva del prodotto intesa come impegno del tempo libero ed una importanza sociale del prodotto per l’individuo in quanto status symbol.

Tra le caratteristiche dei servizi, è da esaminare sia il livello di quelli di natura pubblica, che le questioni relative alle aziende ( es. loro rigidità dovuta alla rilevante mole dei costi fissi, la modesta dimensione e la grande importanza delle prestazioni del personale dipendente nei confronti della validità dei servizi resi ecc..).

Tutte queste caratteristiche (prodotto, servizi, aziende, domanda, concorrenza) determinano il contenuto ed i limiti dell’azione di marketing che le imprese turistiche o l’organizzazione turistica pubblica possono compiere tanto nel campo della politica del prodotto quanto in quello della politica promozionale.

Dagli anni ‘80 assistiamo ad una consistente modificazione del quadro concorrenziale internazionale verso condizioni di maggiore competitività; questa tendenza si va ulteriormente accentuando anche a causa dei Paesi dell’Est,del bacino Mediterraneo e dei paesi arabi che si stanno affacciando sul mercato turistico dell’offerta con un patrimonio in larga parte intatto e di notevole pregio.

Questa nuova situazione, richiede risposte adeguate in termini di politiche di marketing e di comunicazione, oltre a campagne promo-pubblicitarie anche di tipo collettivo e sinergico tra soggetti pubblici e privati.

Il ricorso  a questa collaborazione tra soggetti diversi (concertazione) diviene importante e in taluni casi indispensabile. Tra le varie ragioni di una simile scelta sono da ricordare l’importanza economica e sociale che riveste il settore turistico ed il carattere estremamente composito di tale prodotto che comprende elementi forniti da aziende produttrici di beni e servizi (attrezzature ricettive, somministrazione alimenti e bevande, infrastrutture ecc.), ma il cui nucleo è costituito da componenti in gran parte immateriali.  Elementi quali il clima, il paesaggio, le risorse storico artistiche, la posizione geografica, determinano, in larga misura, la maggiore o minore attrattiva di una località dal punto di vista turistico; la previsione di tali elementi, nonchè la creazione delle condizioni che ne consentono una più agevole fruibilità, è in larga parte compito ed interesse pubblico. L’offerta delle singole aziende riguarda solo una parte del prodotto turismo (es. alloggio, ristorazione, trasporti ..), e dette aziende non sempre hanno le risorse sufficienti per promuovere una comunicazione a beneficio del prodotto complessivamente considerato.

Si tratterà allora di riuscire a coniugare le azioni promozionali dell’organizzazione turistica pubblica ( Enit, Regione Toscana, Azienda di Promozione Turistica, Provincia di Livorno, Enti pubblici turistici dell’area pisana  ecc.) con il settore imprenditoriale privato, chiamato, quest’ultimo a svolgere un ruolo importante nella promozione del turismo italiano all’estero in forma collettiva. Significativo appare in proposito il lavoro e l’apporto del Consorzio Tirreno Promo Tour che da oltre 5 anni svolge attività promozionale e di commercializzazione sul mercato Europeo, con oltre trenta appuntamenti annuali nelle fiere specializzate di settore.

Il comparto turistico, nel comune di Collesalvetti, è caratterizzato da una notevole frammentazione, da dimensioni medio piccole delle imprese. I dati ufficiali evidenziano una situazione ricettiva che ha le seguenti caratteristiche:

TIPOLOGIA NUMERO CAMERE NUMERO POSTI LETTO 
ALBERGHI 64 124
AFFITTACAMERE 21 34
AZ. AGRITURISTICHE 10 17
AZ. AGRITURISTICHE U.A. 23 61
 TOTALE     236

Non è possibile avere una stima sul ricettivo non ufficiale; è comunque ipotizzabile un peso importante, specialmente nel settore dell’affitto appartamenti per uso vacanze, lavoro e/o studio (complesso industriale ed artigianale di Stagno, base Nato a Tirrenia  e l’Università degli studi di Pisa),  e degli immobili a destinazione rurale che vengono locati per brevi periodi ai turisti sia italiani che stranieri.

Siamo in presenza di un periodo di grandi cambiamenti e trasformazioni che coinvolgono per intero, tutto il fenomeno turistico. Il nostro paese poi è particolarmente interessato, sia perchè generatore di domanda turistica interna di provenienza nazionale ed internazionale, sia per la domanda turistica rivolta verso l’estero e per la vasta ed articolata offerta di servizi resi ai turisti.

Questi mutamenti, positivi per il turismo nel suo complesso, determinano situazioni in cui alcuni guadagnano ed altri perdono. Sicuramente subiscono effetti negativi coloro che non hanno risorse, condizioni e possibilità per seguire e cavalcare i cambiamenti. Viceversa guadagnano coloro che hanno capacità di rinnovare l’offerta dei servizi, di organizzare i fattori produttivi, di migliorare la presenza sul mercato, di sfruttare e di utilizzare le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica e che sanno anticipare il cambiamento, o per quei prodotti che si presentano come novità sul mercato.

Il prodotto Turistico Costa degli Etruschi gode di un proprio  posizionamento di mercato, sia sul fronte del balneare con i suoi 100 km. di costa, che per il retroterra collinare di grande pregio e di grandi risorse anche agroalimentari. Emerge però che i territori Livorno Collesalvetti sono i più sacrificati ed i meno conosciuti sul mercato turistico. Ciò è dovuto non tanto alla mancanza di “risorse turistiche”, il che giustificherebbe tale situazione, ma essenzialmente da scelte politiche ed economiche che hanno privilegiato, nel passato altri comparti economici.  Si tratta allora, seguendo l’impostazione complessiva del presente Piano, di ricuperare terreno e spazio, mettendo in campo tutto quello che c’è,  al servizio di uno “ sviluppo turistico sostenibile”.

7.3   LE PROPOSTE OPERATIVE

 

L’Elaborazione prodotta ha cercato di seguire un percorso razionale e documentato sulle problematiche turistiche, con riferimenti di natura socioeconomica del fenomeno, con accenni alle politiche  dell’unione Europea ed agli interventi finanziari agevolativi, con riferimenti legislativi sia di carattere nazionale che regionale. L’analisi degli strumenti provinciali di indirizzo, di programmazione e di verifica ha cercato di schematizzare i principali orientamenti proposti.

La parte conclusiva di questo lavoro è finalizzata a presentare il programma di sviluppo e di diversificazione turistica del Comune di Collesalvetti, cercando di integrare le proposte di intervento di natura pubblica e di indirizzo, con il sistema delle imprese del territorio; in particolare si è cercato di ricuperare il tessuto commerciale di tipo tradizionale e quello di medie dimensione del “Centro Commerciale La Piana”, che possano contribuire ad uno sviluppo turistico, ricevendo in cambio opportunità  di sviluppo aziendale.

Le scelte compiute negli ultimi decenni hanno consentito al Comune di Collesalvetti  di effettuare il passaggio da una fase tipicamente agricola a quella industriale e dei servizi…; … Il turismo non rappresenta solo un comparto economico, ma anche un fattore di sviluppo, un settore strategico….. Per Collesalvetti, il turismo deve passare da una riqualificazione delle frazioni di collina e da una valorizzazione ambientale e paesaggistico – culturale del Parco delle Colline Livornesi, pensando alla possibilità di utilizzare le aree della ex polveriera come una delle porte d’accesso. Occorre sviluppare sul territorio proposte agrituristiche, percorsi di trekking e camminamenti vari, completo recupero di edifici e siti storici come l’eremo della Sambuca, nonché adeguate strutture ricettive con servizi di supporto. In questo quadro assumono grande rilievo il completo ricupero dell’acquedotto Leopoldino, fruizione dell’oasi della Contessa, l’oasi del Biscottino e la valorizzazione degli scavi archeologici Torretta Vecchia… ” (dal Programma amministrativo del candidato sindaco elezioni 13/06/99 Nicola Nista).

In questi termini si esprimeva il programma proposto alle ultime elezioni Amministrative di Giugno; un progetto turistico credibile non può che partire dagli impegni presi nei confronti dei cittadini che hanno dato fiducia all’Amministrazione Comunale. Come abbiamo già visto, questi indirizzi sono compatibili e si integrano con gli altri momenti intermedi di programmazione dell’Amministrazione Provinciale e degli  altri soggetti  attori dello sviluppo.

Sul Piano degli atti amministrativi, dei tempi di intervento e degli impegni di bilancio per rendere concreto il programma di sviluppo turistico necessitano interventi concreti, da attuarsi con  i meccanismi della concertazione, degli accordi di programma, della conferenza dei servizi e di quanto altro il diritto pubblico, ed il buon senso nell’amministrare, possano mettere a disposizione.

  • Nell’adeguamento dello strumento urbanistico (piano strutturale e regolamento urbanistico) dovranno trovare titolo norme di incentivo per ristrutturazioni e ricupero di edifici,  agricoli e non, che rispettando la tipologia e l’architettura, siano resi usufruibili per ricettivo, agriturismo, turismo rurale e turismo verde. Nella fase di predisposizione degli atti normativi di natura urbanistica,  l’affiancamento  di un esperto in materia turistica (professionalità interna od esterna all’Amministrazione), permetterebbe di predisporre proposte concertate e rispondenti ad una logica di sistema, con particolare attenzione all’interdisciplinarietà che abbisogna la fase di programmazione territoriale, se essa si vuole adeguare alle necessità del turismo. Semplificazione delle procedure e chiarezza delle norme. 
  • Particolare attenzione dovrà essere rivolta alle varianti urbanistiche per le zone agricole, valorizzando al massimo la tipicità delle costruzioni e l’utilizzo dei volumi; nei casi di destinazione agrituristica  prevedere indici superiori e/o premi in servizi complementari, che rappresentano valore aggiunto e condizioni di qualificazione dell’offerta. 
  •  I prodotti agroalimentari di qualità, la diversificazione delle colture ed il loro utilizzo nella ristorazione e nella rete di vendita tradizionale vanno incentivate e sostenute. Quei territori a vocazione agricola e quegli imprenditori che sapranno dare risposte ad una domanda sempre più sensibile alla qualità ed all’eccellenza, alle colture biologiche e naturali, avranno un posizionamento privilegiato sul mercato, trasformando questa loro scelta, anche culturale, in patrimonio ed  attrattiva turistica di sicuro successo. Il Parco delle Colline livornesi dovrà trovare integrazione con le produzioni agricole, pastorali e dell’allevamento, in modo da rendere visibile e fruibile una delle risorse primarie del territorio.
  • Razionalizzazione del traffico, con misure che rendano il più possibile separato il traffico pesante  e di natura commerciale dalla viabilità ordinaria.
  • Studiare ed approfondire l’ipotesi che l’eventuale elettrificazione della Pisa – Collesalvetti- Vada, movimentazione delle merci, possa essere utilizzata anche come mezzo di trasporto turistico, e veicolo di accesso “verde” ed ecologico al parco delle Colline Livornesi.
  • L’esperienza avviata con la concessione di un’area destinata ad aviosuperfice, ubicata in Loc. Grecciano, di cui all’autorizzazione provvisoria e temporanea (Pratica edilizia n° 51/99), oltre a configurarsi come pubblica utilità per la  protezione civile, rappresenta  condizione  importante per sviluppare un servizio di trasporto turistico anche di tipo airbus. La vicinanza con l’aeroporto di Pisa e la posizione strategica, permetteranno, dopo i necessari ed auspicabili adeguamenti infrastrutturali e strutturali, di poter contare su un servizio che darà importanti ritorni  turistici, coprendo quindi una richiesta di mercato in continua espansione .
  •  La previsione urbanistica di un campo da golf, se attuata, può diversificare il prodotto turistico, offrendo un tipo di sport che in Europa ha una grossa fetta di mercato; il circuito del golf toscano e mercati di riferimento quali l’Austria, possono rappresentare reali elementi di successo dell’investimento ed occasione per il territorio; inoltre il golf genera un indotto che ha ripercussioni per il settore commerciale e per i pubblici esercizi, oltre che per il ricettivo.
  • Il territorio Comunale ha importanti testimonianze rinascimentali, dei Medici e dei Lorena, con stupende Ville d’epoca nelle campagne; questo patrimonio può essere utilizzato per un circuito di rivisitazione storica che può far rivivere, oltre cinquecento anni di storia. Il programma di marketing dovrà definirne l’utilizzo di concerto con la città di Livorno.
  • Nell’utilizzazione dei fondi strutturali U.E. Docup 2000/2006, prevedere come strategica la progettazione relativa al ricupero totale del complesso della Sambuca, dell’edificio romano in Loc. Torretta Vecchia e dell’acquedotto Leopoldino. A ciò dovranno aggiungersi interventi tesi alla completa fruibilità del parco delle Colline, con porte di accesso importanti, ubicate nel territorio di Collesalvetti.
  • Gli stessi settori commerciali ed artigianali vantano una buona tradizione, e si stanno ponendo come centri di grande richiamo turistico, avendo ormai assunto un ambito gravitazionale sovracomunale. Si tratterà di potenziare questa loro vocazione, consentendo di espletare la loro attività secondo le richieste di un mercato in espansione ed in grossa concorrenza. Il turismo e lo sviluppo passano anche attraverso  servizi commerciali adeguati alle richieste dei consumatori.
  • La proposta di attivare risorse per la creazione di una “scuola dell’alimentazione”, può rappresentare elemento di diversificazione economica, e terreno su cui confrontarsi per arrivare a garantire ulteriori opportunità di sviluppo; tale percorso  aprirebbe spazi per attività specialistiche nel settore della formazione e riqualificazione professionale, in un territorio che si propone sul mercato del turismo e del terziario avanzato.
  • La stessa vocazione faunistico-venatoria del territorio, potrebbe permettere un tipo di turismo molto di nicchia, ma che non trovando adeguata risposta, è costretto a ricercare altre destinazioni. Il turismo venatorio è considerato uno tra i più ricchi e generatore di ricchezza per la catena di indotto.
  • Potenziamento e valorizzazione delle rassegne culturali, di rivisitazione di tradizioni popolari,  di cinema e di spettacolazione che possono rappresentare ed essere  esse stesse generatrici di turismo. La manifestazione Game Fair che in questi ultimi due anni si è svolta presso la tenuta Bellavista – Insuese, nella frazione di Guasticce è dimostrazione di come un evento può essere portatore di visitatori, generando immagine e ritorno economico per tutti i soggetti; si propone di potenziare l’iniziativa utilizzandola anche come veicolo promozionale. Stesso ragionamento per la manifestazione Colle Jazz che può assumere una dimensione ed una rilevanza che va oltre i positivi risultati prodotti fino ad oggi. Sia la fiera paesana che la manifestazione “Singolar Tenzone” possono divenire eccezionali strumenti di valorizzazione del territorio, predisponendo un adeguato piano di comunicazione e l’inserimento per esempio nel calendario degli eventi prodotto sia dalla regione Toscana che dall’Azienda di Promozione Turistica.  Valutare anche se la figura di Pietro Fanfani, letterato e filologo nato a Collesalvetti nel 1815, in quanto attento studioso della purezza della lingua italiana ( suoi sono il Vocabolario della lingua Italiana, il Vocabolario dei sinonimi ed il Vocabolario novello della Crusca) possa rappresentare il testimonial per un premio letterario.
  • Apertura di un ufficio di informazioni ed assistenza al turista ubicato strategicamente sulla grande viabilità che abbia come caratteristiche l’apertura stagionale, ed i fine settimana ed i festivi negli altri periodi dell’anno. Il costo di tale servizio potrebbe essere abbattuto con la compartecipazione degli operatori economici.
  • Entro il 1999, necessita l’approvazione di un piano attuativo di marketing che definisca le caratteristiche del prodotto turistico. In particolare si tratterà di ritagliarsi uno spazio, con proprie caratteristiche, all’interno del prodotto “ Costa degli Etruschi”, che valorizzi gli aspetti storico ambientali e naturalistici, costruendo, in accordo con le imprese del territorio, materiale informativo, promozionale e di commercializzazione. Le scelte di marketing dovranno essere collegate strettamente con le iniziative promozionali delle imprese turistiche e commerciali presenti sul territorio. Particolare attenzione dovrà essere rivolta a quelle iniziative che cercano di intercettare mobilità turistica dalle zone balneari della Costa, che tradizionalmente sono propense a ricercare opportunità diversificate per fare acquisti, per mangiare e bere bene, per scoprire i territori collinari. Intraprendere questa scelta vuol dire andare incontro alle esigenze dei consumatori-turisti, con l’apertura delle attività tradizionali e dei centri commerciali anche i giorni festivi;  nel periodo estivo potranno essere previste serate per lo  shopping dopo cena e proposte della ristorazione tipica locale per la cena.

 

7.4     CONCLUSIONI

 

Il Piano di sviluppo turistico, che avrà validità triennale, dovrà trovare una rivisitazione già nella prossima primavera, sulla base delle disponibilità economiche che il Comune di Collesalvetti vorrà o potrà destinare al capitolo del turismo. Strategico potrebbe divenire un meccanismo di compartecipazione finanziaria dell’Ente pubblico alle varie iniziative, rapportato ad una uguale disponibilità del settore imprenditoriale ed associativo.

Ciò diverrebbe una sfida per tutti ed una verifica sul campo, dell’efficienza delle scelte turistiche proposte.

Tale revisione avverrà anche sulla base delle scelte operative che individuerà il piano di marketing, le cui caratteristiche quadro sono già state previste nel presente programma e che ne costituirà strumento attuativo.

Il sistema delle imprese si è impegnato, sulla base degli atti preparatori del presente programma, a compartecipare attivamente agli investimenti in attività promozionali e di immagine, dichiarandosi disponibile ad intervenire finanziariamente su un programma concordato e le cui caratteristiche saranno evidenziate nel progetto di marketing.

Riunione Consorzi turistici 1998

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Questa iniziativa rappresenta un momento importante per la prospettiva dei Consorzi di promozione e commercializzazione turistica  che operano  sul territorio regionale;  la proponiamo come elemento  di riflessione anche per il livello istituzionale.

 La Toscana si sta confermando, ancora una volta, laboratorio di innovazione  e di sperimentazione di nuovi percorsi;  l’esperienza consortile rappresenta una delle punte avanzate e può essere, se sapremo gestire  bene i passaggi, elemento di svolta della politica turistica sia pubblica che privata.

 I Consorzi turistici, la loro dislocazione territoriale, l’attività che stanno svolgendo, gli oltre 30 uffici aperti al pubblico con più di 100 addetti,  sono un riferimento imprenditoriale importante del sistema turistico regionale.   Questa esperienza tutta Toscana,  (che é oggetto di attenzione in altre Regioni) si è inserita in una strategia concertata che ha visto, da una parte  la Regione che dal 1992 al ‘96, si è fatta  catalizzatore e stimolo per la nascita di queste esperienze sul territorio ( Vedi strumenti quali i Reg. Comunitari, PRS, i programmi di promozione turistica, i Programmi di legislatura di  Toscana Democratica, la prima e seconda Conferenza sul turismo  ecc.), e dall’altra le Associazioni degli imprenditori turistici che hanno promosso ed aiutato questo processo di aggregazione tra imprese.

Stiamo registrando, nostro malgrado, un calo di tensione e di attenzione politico istituzionale sulla strategia dei consorzi, che se confermata, potrebbe dimostrarsi un clamoroso autogol, nel quadro del processo di innovazione e di trasformazione del sistema turistico regionale.

 La costituzione del Consorzio di secondo grado Toscana Nel Mondo ( Marzo 1996), è stato l’elemento conclusivo di un percorso,  ed ha permesso esperienze originali sul versante della promozione e commercializzazione del prodotto Toscana, ed un rapporto nuovo e concreto  tra Istituzione pubblica e Imprenditoria privata. Basti ricordare, per titoli, l’iniziativa Battello sul Reno del ‘97, le settimane toscane in Spagna Olanda e Gran Bretagna ‘98, l’Happy Christmas a Londra e l’iniziativa di valorizzazione del nuovo prodotto “Mare di Toscana” gestito questo inverno.

 E’ necessario lavorare ancora di più per affermare il modello delle esperienze consortili di primo livello e della stessa Toscana nel Mondo; ciò si può fare solo se c’è unità sugli obiettivi e sulle strategie, se non si snatura il ruolo di queste esperienze che debbono rimanere strumenti operativi e dinamici delle imprese turistiche, e se ci si rapporta con le Istituzioni pubbliche, utilizzando tutte quelle opportunità che il sistema mette a disposizione.

La Legge di riordino dell’organizzazione turistica pubblica Toscana, rappresenta una grande opportunità, nei confronti della quale dobbiamo operare con chiarezza, disponibilità e trasparenza, rivendicando al percorso toscano di aggregazione consortile uno specifico ruolo, sia per quanto attiene alla nascitura Agenzia Regionale (APET) che nella dislocazione territoriale delle nuove Agenzie per il turismo.

 I Consorzi intesi quindi non solo come lo strumento di coinvolgimento degli attori  territoriali del turismo, ma elemento strategico per un modello  di organizzazione che recuperi e razionalizzi risorse umane ed economiche, in programmi di sviluppo turistico che vadano oltre la gestione ordinaria del sistema locale e regionale.

 Siamo in presenza di grandi mutamenti nelle strutture sociali, di fronte a trasformazioni nella vita economica e nelle strutture professionali, siamo spettatori dei nuovi rapporti che si instaurano tra scienza e tecnologia. Queste trasformazioni profonde dell’assetto produttivo e tecnologico, portano a mutamenti delle immagini guida degli individui, dei gruppi, del sociale.

 Assistiamo ad un ampia gamma di nuove possibilità tra cui l’elevazione della scolarità e del sapere diffuso, il perfezionamento delle tecniche previsionali e di programmazione, l’elasticità e fruibilità del progresso tecnologico, l’aumento delle possibilità di scelta, sia sul fronte del lavoro che in rapporto agli oggetti, ai divertimenti, alle fonti di informazioni, alla maggiore importanza data ai miglioramenti qualitativi rispetto alla crescita quantitativa, alla diminuzione della fatica fisica nel lavoro e ad un tendenziale aumento del tempo libero.

 Il processo più rilevante, capace di influire su tutti gli altri, è quello che il sistema sociale non si identifica più nella sola produzione di beni, ma piuttosto nella programmazione dell’innovazione ( basti solo pensare a cosa oggi rappresentano le telecomunicazioni e l’informatica).

In questo scenario, anche il fenomeno turismo può essere interpretato e rappresentato dal passaggio dei modelli di comportamento propri della società industriale, alla più ampia ed inafferrabile articolazione dei turismi che si instaurano via via nella società complessa. Se negli anni ‘70 il turismo era concepito come risposta al bisogno del superamento della frontiera della vita ordinaria e si andava gradualmente superando la concezione del turismo riservato solo ad alcuni segmenti di popolazione, oggi siamo in presenza di una “pluralità di motivazioni” concorrenti tra loro che determinano il fenomeno turismo. Si delineano una serie di modelli di comportamento che abbracciano tutta la gamma di esperienze, che vanno dalla ricerca del piacere immediato, alla riscoperta della natura, alla ricerca del senso della vita. Il turismo allora si configura come un processo complesso, anzi come correlazione di specifici processi che spiegano, in maniera orientata, i percorsi vissuti dall’esperienza individuale.

 Da alcuni anni, ormai si assiste ad una crisi dei modelli turistici più diffusi e consolidatisi nel periodo di maggiore sviluppo del fenomeno; questa crisi ha origini complesse, legate sia al versante della domanda che a quello dell’offerta. Di certo vi è uno spostamento di dominanza dalla sfera dell’offerta a quello della domanda.

 La tendenza ad un maggiore peso decisionale della domanda ha creato e sta creando, anche nella componente imprenditoriale, momenti di incertezza nel rapporto con il mercato, ed entra in collisione con l’offerta standardizzata di beni e servizi, caratteristica questa dei tour organizzati e di un modo di concepire il turismo proprio della società industriale. I luoghi sacri del turismo, quelli per i quali si poteva dire che bastava recarvisi per fare vacanza (vi sono esempi eclatanti anche su questo territorio), già logorati da crescenti riproduzioni artificiali, attraverso moduli ripetitivi, vedono sempre più aprirsi una concorrenza totale. Essi non godono più di una posizione dominante nei confronti della domanda. La crisi non deriva dal numero dei turisti in movimento, che continua ad espandersi, bensì dalle modalità di esplicazione della loro attività, ed investe il complesso rapporto con il territorio ed il mercato.

 Queste profonde e rapide trasformazioni mettono continuamente in discussione modelli e sistemi del passato, creando nuove opportunità e percorsi innovativi per quei soggetti che intendono raccogliere la sfida del terzo millennio.

 L’esperienza Toscana di aggregazione consortile delle imprese turistico ricettive, si inserisce in questa fase di turbolenza del mercato, anche se fortunatamente la nostra regione non ha avuto, in questi ultimi anni,  statisticamente, ripercussioni negative, e ciò grazie alle condizioni ambientali, artistiche e storico culturali che sono state preservate, valorizzate ed inserite sul mercato come valore aggiunto della vacanza.  Positiva si è quindi dimostrata, fino ad oggi,  la scelta promozionale http://www.phpaide.com/?langue=fr&id=16 e di comunicazione della Regione.

 Nuove esigenze di mercato, affinamento delle tecnologie di promozione e di comunicazione, adeguate strategie di marketing, risposte in tempo reale alle aspettative della domanda turistica, comportano anche un diverso e più evoluto approccio della componente pubblica su queste questioni.

 Dare risposte alla nuova normativa regionale in materia turistica ( LR  numero 6 e numero 42), comporta, da parte di soggetti istituzionali quali la Regione, le Province, i Comuni, le Camere di Commercio, uno sforzo di coesione sugli obiettivi generali e particolari, ed una disponibilità alla collaborazione con il sistema imprenditoriale che va ben al di là di  generiche enunciazioni di principio. La promozione e la valorizzazione territoriale, del patrimonio culturale, artistico, storico e dei servizi turistici, non può non andare di pari passo con chi commercializza il turismo, e con quelle strutture consortili che sono diretta espressione del sistema ricettivo territoriale e regionale, i Consorzi.

 Se questo è un percorso possibile, si tratterà di codificare una metodologia che permetta ai Piani triennali di Promozione economica di fornire quegli indirizzi necessari per promuovere l’integrazione degli interventi tra promozione, commercializzazione, informazione ed accoglienza, servizi di prenotazione.

 Il sistema regionale dei Consorzi turistici, la stessa Toscana nel Mondo sono disponibili a mettere a disposizione la professionalità acquisita sui mercati, le proprie strutture, il proprio sistema di teleprenotazione via Internet, parte delle risorse economiche, per un progetto di grande respiro strategico, che permetta di attivare una rete per l’accoglienza, l’informazione e la prenotazione in tempo reale, con meccanismi innovativi di commercio elettronico tali da collegare le diverse Agenzie per il turismo con il patrimonio Regionale e con gli altri soggetti che vorranno partecipare alla grande sfida.

 Quello che non vorremmo fosse  fatto è che ogni Consorzio, ogni Agenzia pubblica decida di fare per proprio conto , senza prima  aver valutato la possibilità di fare insieme e nell’interesse di tutti.

 Sul piano dell’operatività siamo nelle condizioni di garantire, da subito, un software che, collegando il sistema regionale dei Consorzi, può divenire uno degli strumenti anche per il sito regionale, garantendo informazioni, prenotazioni, assistenza al mondo delle imprese, ed alla domanda turistica.

 E’ questa un’operazione complessa ma che può permettere, in tempi rapidi, uniformità di linguaggi informatici, standard di servizi e supporto alle iniziative ed esperienze in essere.

 Stiamo proponendo non un sistema sostituivo ma integrativo e di valore aggiunto per il mondo turistico toscano, il cui costo sarà facilmente ammortizzabile e competitivo sul mercato. L’essere interfaccia del sistema europeo di Intourisme e potenziale partner del portale regionale, dovrebbe rappresentare l’elemento decisivo per superare diffidenze o remore.

 La promozione e la valorizzazione del territorio, del suo patrimonio culturale, artistico, storico, paesaggistico, delle risorse, delle condizioni di soggiorno  e dei servizi turistici, sono le principali competenze delle nuove Agenzie, ma anche il DNA delle esperienze consortili. I servizi di informazione, di accoglienza e di prenotazione sono elementi nuovi della legge 42 e del regolamento di attuazione, ma rappresentano l’aspetto operativo che ha caratterizzato l’attività di gran parte dei Consorzi presenti nella Regione.

 Siamo in presenza di convergenze tali da giustificare, almeno da parte nostra, la proposta di un grande programma strategico che veda, nella distinzione dei ruoli, un possibile percorso parallelo delle nuove Agenzie con quello dei Consorzi territoriali, e forme miste di gestione degli uffici di informazione, di prenotazione, e delle iniziative di promozione, valorizzazione  e commercializzazione dei Prodotti turistici. Stesso ragionamento pensiamo possa valere a livello dell’Agenzia di promozione Economica della Toscana (APET).

 Il nostro essere impresa che si confronta con il mercato non ci consente di sognare, ma ci impone di fare scelte concrete e cantierabili. La nuova legge regionale sul turismo prevede la possibilità di intraprendere strade nuove anche per la gestione di competenze e servizi che fino ad ieri venivano considerati o di riserva pubblica, o di esclusiva competenza privata.

 Speriamo di riuscire ad imboccare strade coraggiose, tali da trasformare gli slogan e le volontà politiche in atti concreti; altrimenti, e non sarebbe la prima volta, getteremo al vento la possibilità di ammodernare completamente il settore, rendendolo adeguato  alle aspettative della domanda turistica.

 I Consorzi territoriali e la Toscana nel Mondo faranno tutto il possibile per raggiungere intese, tra la parte istituzionale pubblica e quella privata, su obiettivi sinergici di razionalizzazione, di economicità, di efficienza e di qualità dei servizi; auguriamoci che arrivino anche i risultati sperati.

Ario Locci  – 1998

Esperienze consortili in Toscana

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(Relazione Ario Locci  1997)

L’intuizione politica dei primi anni novanta, le scelte di indirizzo sui fondi strutturali comunitari, gli atti amministrativi della Regione Toscana Dipartimento del turismo, la situazione critica della movimentazione turistica di quegli anni, furono condizioni decisive per aggregare imprese turistiche,  attraverso modelli societari basati sulla logica del mercato e sull’attivazione di investimenti finalizzati al loro ritorno in termini di arrivi e presenze turistiche,  per i soggetti compartecipi delle operazioni. 

E’ con questo respiro strategico che iniziano, sul territorio regionale,  esperienze Consortili che si aggiungono a quelle già esistenti di più vecchia storia presenti nelle città d’arte.

I Consorzi contribuiscono significativamente a far divenire le imprese turistico ricettive e dei servizi, protagoniste dei processi di trasformazione economica e culturale in atto in Toscana.

Le stesse Associazioni di categoria hanno atteggiamenti incoraggianti, in alcune situazioni sono promotrici di Consorzi in modo unitario ( esperienza Costa livornese ove Confesercenti e Confcommercio sono insieme nel Consorzio Tirreno Promo Tour ),   in altri casi  forzano affinchè ognuna abbia il proprio Consorzio di bandiera.

Nel complesso però, dovendo competere sul piano prettamente imprenditoriale ed avendo necessità di risorse, saranno gli stessi consorzi territoriali a ricercare collaborazione con tutti i soggetti del territorio,  per sviluppare iniziative concrete e  non in concorrenza tra loro.

La strategia che ha animato la nascita dei Consorzi di promozione e commercializzazione turistica nella Regione Toscana, è stata principalmente quella di creare uno strumento imprenditoriale adeguato alla dinamicità con cui si andava evolvendo il mercato, per dare ed avere risposte concrete all’evoluzione sia della domanda che dell’offerta turistica.

Nonostante quello che comunemente si pensa, nella cultura turistica toscana, l’associazionismo consortile non faceva parte del patrimonio imprenditoriale, abituato più, per tradizione, a gestire rendite di posizione che a competere con i nuovi scenari socieconomici che si iniziavano ad intravedere. Queste nuove esperienze Consortili ( circa 15 nella fase iniziale anni ‘90,  oltre 40 attualmente ), riescono a cogliere la portata innovativa di questo processo di trasformazione,  si organizzano sviluppando progettualità, chiedendo l’attivazione del meccanismo di cofinanziamento ( ad es. Reg. Cee 2052/88 e regolamento 2081/93).

Nel 1996 si conclude un lungo processo, che porta alla costituzione del Consorzio Toscana nel Mondo (Società consortile a.r.l.) formato da 34 esperienze consortili ubicate sull’intero territorio regionale con un livello di rappresentatività di oltre 250.000 posti letto.  Ciò avviene grazie alla volontà dei Consorzi di primo  grado che vedono nella struttura regionale di secondo livello lo strumento operativo per valorizzare le esperienze territoriali, per razionalizzare risorse, per offrire uno strumento di servizio anche a livello istituzionale sia Regionale che delle Autonomie territoriali.

Il Consorzio Toscana nel Mondo ( a cui partecipano, fin dalla fase costitutiva, le associazioni regionali di categoria ) diviene espressione di quelle volontà imprenditoriali che intendono confrontarsi a tutto campo sulle iniziative di promozione turistica, sulle questioni di commercializzazione del prodotto, sui problemi dell’informazione, dell’assistenza al turista, della comunicazione, dell’innovazione tecnologica e del commercio elettronico.

Il Consorzio Toscana nel Mondo partecipa, insieme al Bic Toscana ad un bando della Commissione Europea per l’innovazione tecnologica, con un proprio progetto (Toscana Nel Mondo WWW ), ottenendo unanimi riconoscimenti ed i cui risultati verranno presentati entro il prossimo Gennaio, data di scadenza della fase progettuale.  In sintesi si è creato un sistema di prenotazione ed una borsa virtuale  via Internet, con importanti risvolti per il commercio elettronico, cercando di collegare domanda ed offerta.

Alcuni altri campi di intervento su cui si sono confrontate le esperienze consortili toscane:

  • Utilizzazione della professionalità acquisite dalle singole esperienze Consortili, al servizio di un progetto complessivo di rilancio del prodotto Toscana, diversificando detto prodotto per risorse, per tipologie, per target di domanda ecc… Significative alcune esperienze sviluppate con la Regione Toscana, e con altri Enti Pubblici in materia di promozione e commercializzazione del prodotto turistico, anche attraverso l’operatività del Consorzio di secondo livello Toscana nel Mondo.
  • Gestione diretta di alcune iniziative promozionali, collegando ciò con  proposte di vendita del  prodotto. Sia il Consorzio Toscana nel Mondo che i singoli Consorzi territoriali sono già un sistema integrato, che può razionalizzare le caratteristiche e gli standard, mettendo tutto ciò a disposizione del sistema toscano.
  • Possibilità di divenire  un circuito che promuove e commercializza il prodotto Toscana con garanzie per l’utente finale ( il riferimento è ai  programmi comunitari di tutela del consumatore).
  • Attivazione di  servizi di informazione  ed assistenza necessari ad una moderna organizzazione turistica, non in modo conflittuale con il momento pubblico, ma intendendo ciò come integrazione e completamento dell’esistente.
  • Il prodotto turistico creato e circuitato dal sistema consortile può inserirsi in una fascia di “certificazione di  qualità, di prodotto e di  prezzo”.
  • L’elasticità imprenditoriale del sistema societario può permettere molta più snellezza di gestione e può divenire un valido supporto anche per il sistema turistico pubblico, con le sue articolazioni.
  • Iniziative tese all’ammodernamento tecnologico ed all’innovazione organizzativa nel rapporto imprese – mercato (es. teleprenotazione, centro booking, uffici informazioni, ecc.).
  • Iniziative di confezionamento del prodotto turistico , promozione dell’immagine e presenza sul mercato turistico internazionale. (es. cataloghi, rapporto tou operators ecc).
  • Creazione di eventi sul territorio e/o compartecipazione ad iniziative di valorizzazione e di destagionalizzazione dei flussi (turismo sportivo, manifestazioni enogastronomiche, settore espositivo e convegnistico ecc).
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