Archive for settembre, 2010

GLOBALIZZAZIONE E TERZO MILLENNIO

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Nel linguaggio e nel dibattito, il termine globalizzazione è divenuto di uso comune, anche se esso racchiude un processo molto complesso, sviluppatosi in fasi e cicli.

Con il termine globalizzazione si indica quel fenomeno di crescita progressivo delle relazioni e degli scambi a livello mondiale, non solamente riferito agli aspetti economici, ma anche ai cambiamenti sociali, tecnologici, politici, ambientali.

L’OCSE definisce la globalizzazione economica “… un fenomeno per il quale il mercato e la produzione di differenti paesi diventano sempre più interdipendenti attraverso i cambiamenti indotti dalle dinamiche del commercio internazionale, dei flussi di capitali e tecnologie, cambiamenti dei quali il veicolo principale è dato dalle imprese multinazionali. Grazie alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione tali imprese sono organizzate come reti transnazionali in un contesto di accresciuta concorrenza internazionale che si estende anche alle imprese locali, così come ad altre sfere della vita economica e sociale di ciascun paese…”. (altro…)

WEB MARKETING

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Convinto che nella vita si deve improvvisare il giusto, ho cercato di approfondire un tema che ritengo, sul piano della conoscenza, importante e spesso sottovalutato. Basta navigare un po’ tra le varie offerte commerciali e turistiche per rendersi conto della molta improvvisazione, che spesso produce risultati opposti a quelli sperati. Con un po’ di pazienza, un minimo di applicazione  e molta prudenza è possibile acquistare di tutto, ma per far divenire la rete canale di distribuzione di un  prodotto e/o servizio, c’è molta strada da percorrere.

Pur rimanendo la metodologia del processo di marketing (ricerca, segmentazione, posizionamento, marketing mix, politiche, strategie, e piano di marketing, marketing audit), contenuti ed applicazioni, sul web,  cambiano sensibilmente.

E’ innanzitutto sconsigliato utilizzare l’approccio del marketing tradizionale, a quello on line, perché si rischierebbe di parlare un linguaggio improprio, non adatto ad utenti che hanno proprie specificità. Gli utenti del cybermercato utilizzano codici di codifica dei messaggi, troppo distanti da quelli del mercato tradizionale, fanno riferimento a regole di un mercato virtuale, che di per sé non ha regole rigide, per il business comunicativo.

Quando vogliamo vendere un prodotto o un servizio vi è la necessità di contattare potenziali acquirenti.  Sul web vi sono canali tematici specifici, ma vi è anche la moltitudine dei navigatori, a cui possiamo rivolgersi. 

Fare web-marketing vuol dire stabilire il tipo di presenza che l’azienda vuole avere sul web, stabilire le politiche e le strategie di marketing, il tipo di organizzazione aziendale rispondente alle necessità dell’utente virtuale (tempi di risposta e di consegna).

Sul  piano dei risultati, non sempre si raggiungono traguardi soddisfacenti in poco tempo, nonostante che l’e-commerce è in fase avanzata di sviluppo.

Inoltre esiste la necessità di integrare le proprie politiche di vendita tra i beni collocati sul mercato tradizionale e gli stessi offerti in  rete. 

L’approccio di web-marketing dovrà tenere di conto della domanda, attivando scelte strategiche indirizzate, secondo gli obiettivi, verso segmenti:

  • Indifferenziati;
  • Di nicchia o concentrati;
  • Differenziati.

Utilizzare le tecniche di web-marketing indifferenziato vuol dire prendere in considerazione ciò che di comune vi è nei potenziali cyberclienti,  considerando il mercato omogeneo (di massa), avere esigenze imprenditoriali di tipo quantitativo. Comporta minori costi perché non vi è la necessità di rivolgersi a segmenti particolari.

L’approccio di marketing di nicchia si rivolge particolarmente a segmenti di domanda, attentamente selezionati; ciò pone l’offerta in concorrenza con gli interessati al segmento di riferimento. Necessita altresì possedere un prodotto o servizio molto specialistico, attivando conseguenti azioni mirate. In questo segmento di mercato, importante diviene il “passaparola”. Caratteristiche dell’offerta sono essenzialmente il prezzo e la qualità di quanto offerto, oltre alla personalizzazione dell’offerta.

Il marketing differenziato è conseguenza logica della segmentazione del mercato virtuale on line. L’impresa deve essere in condizione di soddisfare più segmenti di domanda diversi tra loro (es. complesso ricettivo con più tipologie di offerta). Per differenziare bisogna disporre di supporti commerciali e promozionali che sappiano produrre offerte chiare, e ben distinguibili per i segmenti di riferimento.

La vendita dei prodotti e servizio on line richiede innanzitutto una buona conoscenza del cybermercato; si debbono conoscere le caratteristiche della domanda, dell’offerta, e la concorrenza che vi opera. Senza una approfondita attività di ricerca e di conoscenze, si rischia di girare a vuoto, con effetti non positivi.

L’azienda deve essere ben predisposta e convinta ad affrontare l’e-commerce, verificando la vocazionalità dei prodotti e/o servizi per l’immissione on line,  i campi di intervento, il business che si intende realizzare, se si hanno i presupposti per poter soddisfare la domanda, e sufficienti professionalità per aggredire il mercato.

E’ possibile svolgere  anche “ricerche di mercato online”. I vantaggi di questa scelta si hanno nella velocità, nel minor costo, nella globalità del mercato, in risposte concise proprie del linguaggio web.

La concorrenza “on line” può essere conosciuta anche utilizzando i gruppi, i social network, le mailing list. Vi sono siti specializzati che offrono servizi di consulenza in tutti i campi, portali di ricerca multipli o integrati, portali specialistici, cataloghi e indici elettronici a soggetto, database, Agenti intelligenti ..ecc….

Il compito di convincere ad acquistare un prodotto on line, nella maggioranza dei casi, è affidato al prodotto stesso che diventa il venditore di sé stesso.

Anche sulla rete è possibile applicare tecniche di vendita dirette al navigatore/consumatore, utilizzare intermediari, creare webshop, utilizzare storefront online, vendere in shopping mall, utilizzare alleanze di rete, essere inseriti nelle shopping list, utilizzare web shopping agency, vendere in franchising online, ed altre opportunità che giornalmente  la creatività della rete  offre al mercato.

Uno degli aspetti più delicato delle transazioni online è quello relativo al pagamento. Persistono problemi relativi alla sicurezza della transazione ed alla protezione dei dati forniti. Anche se i sistemi tendono alla garanzia totale delle transazioni effettuate, è bene avere massima prudenza, utilizzando sistemi di pagamento e di riscossione certificati e riconosciuti  dal sistema bancario e/o finanziario.

 

Ario Locci

Settembre 2010

TRACCIABILITA' FLUSSI FINANZIARI

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Rilevanti novità sono entrate in vigore, con la legge 136/2010 (art. 3) per i soggetti che operano con la Pubblica Amministrazione. 

Dal 7.09.2010 sarà necessario utilizzare un conto corrente bancario o postale dedicato agli appalti e ai finanziamenti pubblici, al fine della nuova “tracciabilità” dei flussi finanziari richiesta dalla Legge. Tutti i movimenti finanziari relativi ai lavori, ai servizi e alle forniture pubblici devono essere registrati su conti correnti dedicati e, devono essere effettuati esclusivamente tramite lo strumento del bonifico bancario o postale. Di contro i pagamenti destinati a dipendenti, consulenti e fornitori di beni e servizi rientranti tra le spese generali nonché quelli destinati all”acquisto di immobilizzazioni tecniche devono essere eseguiti tramite conto corrente dedicato.
Ai fini della tracciabilità dei flussi finanziari, il bonifico bancario o postale deve riportare, in relazione a ciascuna transazione posta in essere, il codice unico di progetto (CUP) relativo all”investimento pubblico. Il CUP, ove non noto, deve essere richiesto alla stazione appaltante.
Da rilevare che non tutti i pagamenti delle aziende con commesse pubbliche dovranno essere regolati mediante conti correnti dedicati, poiché non è necessario che per ogni appalto, subappalto, lavoro, servizio , fornitura sia aperto un conto corrente dedicato, potendo essere utilizzato uno solo per tutti i contratti in essere. Entro 7 giorni dall”accensione slot machines devono essere comunicati all”appaltante gli estremi identificativi dei conti bancari o postali dedicati, oltre alle generalità e al codice fiscale delle persone delegate a utilizzarli.

La norma non specifica che mentre la tracciabilità si applicherà fin da subito a tutti i contratti con i fornitori pubblici stipulati dal 7.09.2010, è incerto il trattamento degli appalti riguardanti contratti già in corso a tale data.

La stessa Legge prevede un”altra modifica: La tessera di riconoscimento per l”identificazione degli addetti nei cantieri dovrà contenere, oltre agli elementi già richiesti, anche la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione. Nel caso di lavoratori autonomi, la tessera di riconoscimento deve contenere l”indicazione del committente. 

Ario Locci 

Settembre 2010 

Link della legge:  

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/19/00222_LEGGE_13_agosto_2010x_n._136.pdf

WEB E LIBERTA’ INDIVIDUALI

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Mi è capitato di rileggere un articolo di Marco Orofino, pubblicato sul corriere del 21 Dicembre u.s; vi si affrontava il tema del web 2.0 e delle libertà costituzionali di informazione  e di stampa.

L’argomento conserva tutta la sua attualità, indipendentemente dal fatto che le proposte governative in materia, sembrano, al momento, accantonate.

Non credo sia azzardato sostenere, che la rete oggi, è l’unico strumento veramente libero, senza censure e/o condizionamenti.

Ciò pone un problema ancora più rilevante, quello del senso di responsabilità e di etica necessari per esercitare questo diritto. Un reato, come sostiene Orofino, rimane tale anche se commesso sulla rete.

La filosofia dell’web 2.0 stimola un coinvolgimento diretto ed a tempo pieno dei “navigatori” che si immedesimano in una “comunità” di cui possono cogliere le caratteristiche, gli interlocutori, i gruppi, le amicizie, tutto in modo virtuale, “senza rapporto fisico diretto”.

Siamo di fronte ad un diverso modo di socializzare, di intendere i rapporti, di sviluppare la propria personalità ed interessi, in una società avviata oltre il “post-moderno”.

Questa dimensione supertecnologica è l’ambiente in cui crescono i nostri figli, le nuove generazioni, e con la quale tutti dobbiamo fare i conti.  Il computer e la connessione alla rete sono sempre più quotidianità, come lo sono divenute,  qualche decina di anni fa, la radio e la televisione.

Non è allora fuori tema parlare di regolamentazione di accesso alla rete, di responsabilità etica e sociale. Basta avere chiaro cosa ci poniamo come fine.  Una cosa è normare, nell’interesse complessivo, l’accesso e la trasparenza della rete, diverso aspetto quello di “imporre forme di censura” più o meno mascherate.

La libertà di pensiero e informazione è uno dei principali cardini delle moderne democrazie e non può essere “asservita” al  potente di turno. La rete, concettualmente non ha proprietari (i gestori e le infrastrutture sono strumenti), e le telecomunicazioni hanno assunto dimensioni interplanetaria. Volere mettere sotto tutela il mondo web mi fa venire in mente l’atteggiamento degli indiani d’America che lottavano, con archi e frecce, contro le ferrovie ed i treni.

Quello che  può e deve essere fatto, è di definire principi generali, universalmente condivisi (sull’esempio della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo).

Capisco che è una strada “troppo morbida” e non funzionale alle mire egemoniche dei potentati politici ed economici, ma ormai la strada intrapresa è senza ritorno, così come gli indiani non hanno bloccato l’espansione del progresso.

Condivido le riflessioni del prof. Orofino; i rapporti tra Costituzione italiana e libertà individuali non possono essere banalizzati o “forzati”,  meritano tutta l’attenzione possibile. Gli stessi navigatori/utenti debbono poter decidere , in quanto, essi stessi attori e protagonisti della rete.    

Ario Locci

Settembre 2010

Articolo citato su:

http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_21/costituzione-web-censura-facebook-social-network-marco-orofino_86b96f00-ee22-11de-9127-00144f02aabc.shtml

Turismo e statistiche

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Con la precisione di un orologio, i primi di settembre di ogni anno, inizia il balletto delle cifre su come è andata la stagione turistica estiva.  Le percentuali in aumento o diminuzione si sprecano, leggiamo analisi che  sostengono tutto ed il contrario di tutto, dimenticandosi, troppo spesso, di citare le fonti e la metodologia utilizzata per il rilievo dei dati stessi.

E’ questo un problema che dovrebbe trovare, a mio avviso, maggiore rigore nel rilievo e nell’elaborazione dei dati stessi, perchè i dati, nel mondo economico, non posson essere scambiati per opinioni.

Neppure gli interessi conrapposti di chi “da i numeri”, possono giustificare l’approssimazione con cui si parla di arrivi e presenze; da una parte vi sono le imprese che tendono a sottostimare il lavoro effettivamente prodotto, dall’altra le Istituzioni, portate a sovrastimare i flussi ed a giustificare eventuali perdite (classico… si abbiamo perso ma meno di altri).

Non riuscire ad avere ed applicare un “modello certo” di rilevamento dei flussi generati dal turismo in arrivi, presenze, ricchezza prodotta (ad esclusione dei dati ufficiali Istat), determina le ormai consolidate “navigazioni a vista” dai pesanti risvolti socio/economici sul sistema.

Non conoscere come stanno effettivamente le cose crea le condizioni per non poter intervenire, con efficacia, attivando misure, azioni, investimenti, tesi al riequilibrio delle dinamiche sia dell’offerta che della domanda.

Questo ragionamento, a maggior ragione, vale per le rilevazioni sugli “andamenti previsionali nel turismo”, frutto spesso di “leggerezze medodologiche”, che creano false aspettative, e stravolgono gli scopi per cui sono  stati affidati.

Se prestiamo attenzione all’abbondante materiale che la comunicazione giornalmente ci propone, scorporando l’aspetto della visibilità mediatica, dai dati reali, spesso scopriamo l’assenza di attendibilità scientifica e…… tanta, tanta approssimazione (vedasi, ad esempio, quanto prodotto dal Ministero del Turismo in questi ultimi mesi).

Come sostiene lo storico March Bloch, il metodo critico, la riflessione e la scientificità, non è contro qualcuno o qualcosa, ma è una delle strade che conducono alla verità.

 

A. Locci

Settembre 2010

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