Oltre all’approccio di tipo economico, vi sono ulteriori e significativi campi di analisi e lettura del fenomeno turistico, che spaziano dall’antropologia all’etnografia, dalla psicologia alla storia e geografia,  dalla semiotica alla sociolinguistica, dalla sociologia alla cultura.

L’interdisciplinarietà che il processo turistico attiva, gli elevati livelli di contatto tra paesi, luoghi, lingue e culture diverse, la fase di socioglobalizzazione, ha determinato la produzione di un immensa quantità di materiale promo – commerciale sia nelle forme di stampa più tradizionali, che quelle reperibili via web, che privilegiano, queste ultime, spesso l’esperienza diretta del turista.

Se per tutto il novecento il turismo è stato raccontato e presentato essenzialmente con “la struttura del monologo”, oggi, grazie alle tecnologie digitali ed alle attività di moblogging, il modello del fenomeno si sta adattando all’evoluzione mediatica, con l’affermazione del dialogo a tre (trialogo), tra  l’industria turistica, il turista e la destinazione con la propria identità.

La cultura è un fondamentale bisogno dell’uomo nel percorso di crescita individuale e genera sviluppo, socializzazione, pace ed amicizia tra popoli, serenità nei rapporti tra diversi.

Con ambiente e territorio, la cultura contribuisce a creare il “prodotto turistico”, che sarà tanto più attrattivo, quanto più fruibile e sostenibile.  

L’Organizzazione Mondiale del turismo (OMT)  definisce il turismo culturale come il fenomeno rappresentato da movimenti di persone motivati da scopi culturali come le vacanze studio, la partecipazione a spettacoli dal vivo, festival, eventi culturali, le visite a siti archeologici e monumenti, i pellegrinaggi. Il turismo culturale riguarda anche il piacere di immergersi nello stile di vita locale e in tutto ciò che ne costituisce l’identità ed il carattere.

La cultura e più in generale l’ambito dei beni e servizi culturali, per la rilevanza economica e il conseguente effetto moltiplicatore sull’economia, è a tutti gli effetti un settore produttivo. Dal punto di vista sociale, il progressivo allargamento dei consumi culturali assume grande importanza quale indicatore dell’aumento del benessere, del tempo libero e del livello d’istruzione di una comunità.

Secondo i dati Istat, il nostro paese risulta al di sotto della media europea in termini di incidenza percentuale della spesa dedicata al settore ricreativo e culturale, sul totale dei consumi; tale classifica vede al primo posto la Finlandia, mentre l’Italia è posizionata al 21° posto su 27. 

L’offerta culturale italiana vanta il maggior numero di siti, 51,  inclusi nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, mentre per esempio la Spagna ne ha 44 e la Cina 48.

Nell’immaginario collettivo, l’Italia eccelle per il suo mare limpido, per l’immenso patrimonio culturale, per il suggestivo paesaggio montano per la cucina ed i prodotti agroalimentari di eccellenza.

Prendendo a base la capacità di offerta ricettiva nelle sole città d’arte, Roma detiene il primato per posti letto offerti (in grande parte all’interno delle Mura Aureliane), seguono Venezia, Milano, Firenze e Ravenna. Le prime tre città, da sole, coprono il 10% dell’offerta ricettiva totale italiana.

La distribuzione dei flussi turistici di domanda, nelle diverse tipologie di località italiane, vede la supremazia delle località marine, delle città d’arte e delle località montane; queste tre tipologie rappresentano un po’ meno del 70% del totale presenze in Italia. Le località di interesse storico artistico culturale, da sole, hanno superato il dato del balneare.

La domanda culturale complessiva è cresciuta sia in termini di arrivi che di presenze turistiche, ed il turismo culturale rimane la motivazione prevalente per le vacanze degli stranieri, con percentuali vicine al 65% di presenze registrate nelle località d’arte. 

I profondi cambiamenti avvenuti nella domanda di turismo culturale hanno portato alla diffusione, in Italia ed in Europa, di un nuovo fenomeno in grande espansione, il city break, la “fuga breve dalla città verso altre città”, una specie di vacanza lampo, espressione del senso avventuroso di rottura ed evasione dalla quotidianità. I city break sono l’espressione del concetto contemporaneo di vacanza: più soggiorni e meno durata. Lo sviluppo di questa tipologia d’offerta è fortemente agevolato anche grazie alla moltiplicazione delle offerte delle linee aeree low cost, dal last minute e dai calendari degli eventi culturali.

La maggior parte dei turisti in viaggio in Italia provengono dal continente europeo, in particolare dall’Italia stessa, godendo dei benefici effetti di un turismo di prossimità, cioè di quella consistente quota di flussi proveniente da Paesi vicini. Nel tempo, però, il peso rappresentato dall’Italia fra i mercati di origine della domanda turistica è andato riducendosi a favore della componente straniera in crescita grazie, soprattutto, al forte appeal delle nostre città d’arte.

La motivazione culturale ha un peso differente a seconda dei mercati d’origine dei turisti. I più interessati a visitare le città d’arte italiane sono i turisti giapponesi, che per oltre i due terzi si recano nelle città d’arte; significativi, per il segmento del turismo culturale anche Regno Unito, Spagna e Stati Uniti.

Se analizziamo il fenomeno in chiave europea, il turismo culturale rappresenta una delle principali motivazioni del viaggio, rappresentando, secondo alcune stime circa il 40%, nelle motivazioni di scelta. Si affermano nuove motivazioni e tendenze in questo segmento di domanda, con formule più dinamiche ed attive, che non si identificano più con la sola visita a musei, monumenti, aree archeologiche, ma includono la partecipazione ad eventi, la moda, il design, la cultura popolare. Questo nuovo scenario, ha permesso l’affermazione di città, quali, ad esempio Barcellona, grazie all’offerta museale della “Comarca del Barcelonés”,  o Liverpool, patria dei Beatles, che conta oltre  600.000 visitatori l’anno, che spendono intorno ai 20 milioni di sterline.

Sitografia

http://noi-italia.istat.it/

Organizzazione mondiale del turismo
Commissione Europea e Consiglio d’Europa – “Impact of European Cultural Routes on SMEs’ innovation and competitiveness” – Provisional Edition
http://www.unesco.it/cni/index.php/siti-italiani

http://www.ontit.it/opencms/opencms/ont/it/focus/focus/Seminario_Il_valore_del_patrimonio_culturale_idee_a_confronto

http://www.ine.es/inebmenu/mnu_hosteleria.htm

Febbraio 2016

Ario Locci