Il mese scorso si è tenuta  la seconda edizione degli Stati Generali del Turismo a Pietrarsa (NA), con una sostanziale novità, che se utilizzata bene dagli operatori e dagli esperti del settore, potrà divenire una grande opportunità sia di partecipazione, ma anche di conoscenza, di scambio di esperienze, per contribuire ad innovare il “prodotto turistico Italia”.  Il percorso per la definizione del Piano Strategico Nazionale del Turismo, prevede infatti l’adozione di un metodo aperto e partecipativo a livello nazionale; gli operatori del turismo potranno dare indicazioni, suggerimenti, fare proposte per migliorare la competitività del sistema, partecipando alla consultazione pubblica sul sito http://www.pst.beniculturali.it/.

L’approvazione del piano è prevista per il prossimo mese di luglio.

Il Governo ha reso noti gli ultimi dati sul turismo che vedono una tendenza positiva grazie alla crescita, nel 2015 degli arrivi internazionali (+3,2%) e della spesa turistica (+4,7%). I temi su cui si sono confrontati relatori e partecipanti ai lavori sono stati:

  • Italia, brand globale/il Marketing della destinazione;
  • Valorizzazione dei beni culturali;
  • Liberare l’energia/fare impresa nel turismo;  
  • Restare connessi/innovazione.

I primi orientamenti sul piano Strategico di Sviluppo del turismo in Italia (2016/2021), così come emerge dalla documentazione pubblicata, possono sintetizzarsi:

    1. La capacità competitiva dell’Italia sul mercato turistico globale, è largamente al di sotto della potenzialità che il paese rappresenta ed esprime. Tra i fattori di penalizzazione, l’insufficiente innovazione tecnologica, informativa ed organizzativa, la scarsa reattività alle trasformazioni del mercato, una diffusa obsolescenza alle competenze, condizioni non sempre favorevoli per l’attività imprenditoriale. Il permanere di queste tendenze rappresenta una seria minaccia, sul mercato turistico in continua evoluzione, che richiede continuamente prodotti nuovi ed aggiornati, offerte adeguate sui canali di distribuzione, utilizzo esponenziale delle tecnologie digitali. La sostenibilità e valorizzazione del patrimonio e del territorio, il giusto rapporto qualità /prezzi dell’offerta (a tutto campo), sono i temi su cui si gioca il futuro dello sviluppo turistico del paese. “Il Piano servirà a dare all’Italia del turismo una cornice unitaria nell’ambito della quale tutti gli operatori si possano muovere in modo coerente, migliorando le politiche sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta. Nel definire la visione del Piano, il MIBACT intende rimettere al centro delle politiche nazionali il sistema e l’economia del turismo, fissando chiari orientamenti per produrre innovazione e competitività, moltiplicare l’impatto economico del turismo ed integrare strettamente nelle politiche turistiche il tema della valorizzazione territoriale, ambientale e culturale”
    2. Il processo di elaborazione dei contenuti del Piano, farà tesoro di quanto già fatto e sviluppato in questi anni, rafforzando ulteriormente il laboratorio del turismo digitale del MIBACT, in  materia di strategie e azioni per la digitalizzazione del turismo in Italia. Altri elementi strategici sono quelli della governance e dell’efficienza del settore turistico, dell’organizzazione dell’offerta, della qualificazione del sistema ricettivo, dei servizi di trasporto collegati al turismo, delle competenze e dell’attrattività per gli investimenti.
    3. Obiettivo generale del Piano è quello di accrescere il ruolo dell’Italia nel mercato mondiale, aumentando la competitività complessiva del sistema turistico nazionale, passando per obiettivi chiave: “1. Rendere più efficiente, semplice, razionale e rispondente ai fabbisogni il “sistema delle regole”  turismo italiano, definendo le innovazioni necessarie di tipo normativo e regolamentare in modo partecipato con i diversi livelli territoriali coinvolti, anche per ridurre gli oneri burocratici. 2. Valorizzare l’offerta turistica nazionale attraverso un’azione integrata e territoriale sulla qualità, l’innovatività e la specializzazione delle destinazioni e dei prodotti. Questo obiettivo viene perseguito attraverso la ricognizione di progetti rilevanti (nazionali, interregionali, territoriali) associabili ad una strategia unitaria di valorizzazione turistica per l’Italia. Rientra inoltre in questo obiettivo la definizione di politiche ed azioni di rete che creino condizioni di contesto favorevoli per l’attività turistica — in primo luogo nel campo della mobilità — oppure che promuovano la creazione o l’irrobustimento delle filiere produttive direttamente e indirettamente legate all’economia del turismo. 3. Ottimizzare gli impatti dei processi di valorizzazione delle risorse ambientali e culturali del territorio per accrescerne la fruizione da parte dei turisti nazionali e internazionale e individuando ed introducendo delle regole che consentano un uso turistico delle risorse compatibile con la loro conservazione e qualità. 4. Creare condizioni favorevoli per il consolidamento e lo sviluppo delle imprese turistiche e della filiera, la generazione di nuova imprenditorialità e l’occupazione giovanile. Questo obiettivo viene perseguito anche attraverso la promozione della digitalizzazione e dell’innovazione delle imprese del sistema turistico, la creazione e rafforzamento delle reti di imprese e delle filiere legate al turismo, la razionalizzazione e semplificazione dei regimi di aiuto, la programmazione di nuovi investimenti in formazione e capacità delle risorse umane del settore turistico. 5. Migliorare la capacità di penetrazione del “Brand Italia” dal lato della domanda, ampliare i mercati di riferimento, adottare strategie condivise per stimolare i diversi segmenti della domanda turistica nazionale ed internazionale. Il Piano Strategico intende inoltre favorire una maggiore centralità delle destinazioni turistiche italiane nell’ambito della Macroregione Adriatico Ionica e promuovere una più efficace attività di promozione internazionale (prioritariamente extra Unione Europea) basata su specifici segmenti della domanda”.
    4. Il Piano sarà strutturato in due parti essenziali, una di carattere generale di scenario, di analisi e di impostazione strategica, l’altra formata da Piani di indirizzo e Piani d’azione, secondo quanto emergerà dall’azione di natura “partecipata” tra cui: “ (i) all’innovazione ed alla riforma delle norme di settore, in direzione dell’efficienza, dell’innovazione e della competitività; (ii) alla valorizzazione dell’offerta turistica dell’Italia, mediante l’identificazione di progetti e prodotti turistici integrati in grado di contribuire alla valorizzazione dell’offerta turistica nazionale. (iii) all’impresa ed al sistema produttivo del turismo, (iv) al marketing turistico della destinazione Italia, (v) alla governance del Piano come strumento/metodo aperto, flessibile e monitorabile nel tempo. I Piani di Azione costituiscono gli strumenti per raggiungere gli obiettivi chiave e, nel caso dell’Azione sulla governance, per dare continuità al Piano come strumento/metodo durevole e sempre aggiornato”.

I principali temi del confronto tecnico ed istituzionale con i vari attori si incentreranno su grandi questioni che riproduciamo  sulla base del Documento di orientamento del Piano Strategico.

Regioni ed gli Enti Locali, in stretto rapporto con gli operatori dovranno definire:

  • Condivisione dell’articolazione geografica delle destinazioni turisticamente omogenee, finalizzata alla costruzione di una mappa/matrice delle destinazioni e dei prodotti nel quadro di una strategia di valorizzazione integrata territoriale;
  • Individuazione per ciascuna area delle priorità in termini di policy del turismo e della valorizzazione delle risorse, con l’identificazione di “parole chiave” delle iniziative di promozione e comunicazione;
  • Individuazione dei progetti strategici di rilievo interregionale e nazionale (ad esempio, cammini, mobilità dolce, ecc.);
  • Valorizzazione sistemica dei progetti interregionali, di eccellenza ed innovativi con le Amministrazioni Centrali;
  • Condivisione delle priorità delle politiche di sostegno a rete, ad esempio con riferimento: (a) alla Strategia Digitale del Governo, (b) alla digitalizzazione museale, (c) al piano straordinario della mobilità turistica, (d) alla riqualificazione del patrimonio demaniale dismesso, (e) al coordinamento dei regimi di aiuti per il turismo, ecc.;
  • Condivisione di priorità organizzative e di servizio (es. cooperazione con il MAECI sulle attività degli Istituti della cultura all’estero, razionalizzazione rete ENIT, ecc.).

Con l’ENIT

• Definizione dei contenuti del piano di promozione delle aree territoriali turisticamente omogenee e delle motivazioni di viaggio individuate a seguito del confronto partecipato.

Molto articolata e partecipata la fase di coordinamento delle attività per l’elaborazione del piano, con tavoli tecnici/operativi, coinvolgimenti istituzionali e dei Ministeri, a conferma della complessità dello strumento di programmazione e pianificazione nazionale. Se il risultato non sarà all’altezza delle aspettative del mercato della domanda turistica, rischiamo di vanificare una delle poche possibilità di rilancio, che il paese ancora può spendere.

Sitografia

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_148967114.html

http://www.pst.beniculturali.it/?page_id=90

http://www.affaritaliani.it/coffee/video/politica/franceschini-serve-piano-strategico-del-turismo-condiviso-da-tutti.html

Ario Locci

Maggio 2016