Lo scorso 24 Giugno, a Roma, è stato presentato il XX Rapporto sul turismo italiano, rinnovando una tradizione trentennale di approfondimenti socioeconomici del fenomeno, che tanti spunti ha dato, e continua a dare alle politiche del turismo nel nostro paese.

Lo studio è stato curato dall‘Iriss (Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo) del Cnr, con la collaborazione di Istat, Ciset, Unioncamere e con il patrocinio del Mibact.

L’analisi, molto dettagliata e puntuale, evidenzia e conferma che il turismo continua a svolgere un ruolo trainante nell’economia italiana, con un’incidenza sul Pil dell’11,8%. Il trend di sviluppo sul mercato internazionale, che nel 2015 ha registrato 1.113 milioni di arrivi, e la ripresa del mercato domestico (194 milioni di arrivi, +1,8% nel 2015) confermano che il turismo rappresenta un’occasione per lo sviluppo del Paese e, in particolare, per il Mezzogiorno. Risultano infatti due Regioni meridionali le più dinamiche, Puglia e Basilicata, con  presenze di turisti stranieri in aumento, rispettivamente, del 54,7% e del 35,9% nel quinquennio 2009-14.

Si conferma che i  turisti stranieri più presenti nel nostro paese sono, come da tradizione, i tedeschi, che nel 2014 hanno pesato per il 28,1%, seguiti da francesi, statunitensi e britannici, assestati singolarmente intorno al 6,4%.

Per il mercato Britannico si apre la grossa incognita della loro uscita dall’unione europea, che potrebbe determinare  contraccolpi e parziale ridistribuzione di viaggi all’interno dell’UE.

L’incidenza di questi Paesi sul totale delle presenze tende però a diminuire passando nell’ultimo decennio dal 53,9% al 47,3%, anche a causa della maggiore incidenza nello stesso periodo di turisti provenienti dalla Russia, che ha registrato un aumento dall’1,2% al 3,7%, dalla Polonia (dall’1,3% al 2,3%) e dalla Cina (dallo 0,9% all’1,9%).

Dal settore arriva un segnale di ripresa, che porta il numero complessivo di presenze, straniere e italiane, a più di 384 milioni, che corrispondono a oltre 109 milioni di arrivi. Numeri, questi, che pongono l’Italia ai vertici della classifica delle destinazioni (terza dopo Spagna e Francia), anche se si tratta di dati sottostimati, in quanto esiste una grossa fetta di turismo sommerso, legato a movimenti che sfuggono alle rilevazioni statistiche ufficiali (seconde case, abitazioni private, mancata registrazione degli arrivi… ecc.)

La ricerca,  pubblicata in un volume di circa 800 pagine, affronta le questioni del turismo a 360 gradi, spaziando dall’analisi quantitativa e qualitativa dell’offerta turistica nazionale, regionale e  locale, all’analisi quantitativa e qualitativa della domanda; si va dalle strategie di valorizzazione, riqualificazione e promozione degli Enti territoriali, ai provvedimenti normativi che riguardano il turismo, dallo studio delle dinamiche nei molteplici turismi in cui si suddivide il comparto, agli aspetti macro e micro economici che il turismo determina.

Il Volume offre una base conoscitiva molto ampia per comprendere le dinamiche del settore, che può essere utile per orientare le scelte dei policy maker ma anche le strategie dei tanti operatori che contribuiscono a comporre il mosaico del sistema di offerta di una destinazione nazionale. A tal fine, si propone un quadro molto ricco di dati, analisi, ricerche, studi di casi, che attraversano il comprato in lungo e in largo, cercando di cogliere le tendenze di lungo periodo ma anche i fenomeni emergenti che potrebbero dare vita a nuovi trend.

Le valutazioni complessive sono ottimistiche e si prepara un’estate di crescita per il turismo in Italia. Saranno soprattutto gli italiani a trainare l’aumento, seguiti dai turisti stranieri, e questo avrà effetti positivi anche sul fatturato delle imprese. In leggera espansione anche la propensione degli italiani a fare vacanza all’estero, con un interesse soprattutto verso mete vicine a casa e attenzione al rapporto qualità-prezzo delle offerte.

 

Ario Locci

Giugno 2016