Programma attuativo regionale Fondo aree sottoutilizzate (Fas) 2007/2013. Linea d”intervento 1.4: 

-  Azione 2.1 “Aiuti agli investimenti delle imprese commerciali”

-  Azione 2.2 “Aiuti alle imprese operanti nel settore del turismo”

La Regione Toscana con decreto n. 580 del 22/2/2011 ha approvato il bando (scaricabile dal link  http://www.regione.toscana.it/turismo/banditurismocommercio), finalizzato a consolidare lo sviluppo delle imprese del commercio e del turismo, attraverso agevolazioni ad investimenti per migliorare, ammodernare e adeguare le strutture produttive oggetto dell’attività.

 Il bando è rivolto a:


- piccole medie imprese (Pmi) che esercitano attività commerciali, di cui alla legge regionale n. 28/2005
- piccole medie imprese (Pmi) che esercitano attività turistico-ricettive previste dal titolo II della legge regionale n. 42/2000 e succ. mod. o attività relativa a strutture complementari al turismo, individuate nell”allegato A della delibera della Giunta regionale n. 349/2001
Le domande di ammissione all”agevolazione devono essere spedite a partire dal 10 marzo 2011 fino al 60° giorno successivo.

Per presentare domanda di agevolazione la PMI deve:

a) realizzare l’investimento nel territorio regionale (Toscana);

b) essere regolarmente censita presso la CCIAA, con attribuzione di un codice attività ATECORI ISTAT 2007 che sia riconducibile ad una delle attività indicate sopra. Tale codice attività dovrà essere classificato come prevalente per l’unità locale che realizza il progetto di investimento. Per le imprese di nuova costituzione, tale requisito dovrà essere dimostrato prima dell’erogazione a qualsiasi titolo del contributo.

c) non trovarsi in situazione di liquidazione volontaria;

d) non essere oggetto di procedimenti di recupero coattivo da parte dell’amministrazione regionale ovvero non essere stata oggetto di simili procedimenti nei cinque anni precedenti;

e) non trovarsi in una delle condizioni di esclusione di cui sotto:

  • l’impresa non si trova in stato di fallimento, liquidazione coatta, di concordato preventivo ovvero nei suoi confronti non è in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni;
  • nei propri confronti non è pendente un procedimento per l’applicazione di una delle misure di prevenzione di cui all’articolo 3 della Legge 27 dicembre 1956 n. 1423 o una delle cause ostative previste dall’articolo 10 della Legge 31 maggio 1965 n. 575;
  • nei propri confronti non è stata pronunciata sentenza passata in giudicato o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità che incidono sulla moralità professionale ed in particolare per le seguenti cause, ai sensi dell’art. 45 della direttiva CE n° 18/2004:

-  partecipazione ad un’organizzazione criminale quale definita all’art. 2, paragrafo 1, dell’azione comune 98/773/GAI del Consiglio;

-     corruzione, come definita rispettivamente all’art. 3 dell’atto del Consiglio del 26.05.97 ed all’art. 3, paragrafo 1, dell’azione comune 98/742/GAI del Consiglio;

-      frode ai sensi dell’art. 1 della convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari della Comunità Europea;

-      riciclaggio dei proventi di attività illecite, quale definito all’art. 1 della direttiva 91/308/CEE del Consiglio del 10.06.91 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite;

f) non trovarsi in situazione di difficoltà così come definita dalla Comunicazione della Commissione 2004/C, 244/02 “Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà”;

g) essere in regola con gli adempimenti in materia previdenziale assistenziale e assicurativa, di tutela ambientale, sulla sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro ed in materia di pari opportunità tra uomo e donna, come previsto dalla normativa nazionale vigente;

h) essere in regola rispetto all’adempimento delle disposizioni del DPCM 23/5/2007, in attuazione del comma 1223 della finanziaria 2007, relativo agli aiuti di cui all”art. 87 del Trattato UE individuati come illegali o incompatibili dalla Commissione europea.

Per imprese di nuova costituzione si intendono le PMI che alla data di presentazione della domanda abbiano iniziato l’attività da non oltre 24 mesi ovvero che non abbiamo ancora iniziato l’attività. Per data di inizio attività si intende la data di emissione da parte dell’impresa della prima fattura.

TIPOLOGIA DI INVESTIMENTI E SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili all’agevolazione progetti di spesa con investimento ammissibile uguale o superiore ad euro 20.000,00 per le imprese commerciali e ad euro 70.000,00 per le imprese turistiche. Le spese di investimento ammissibili, al netto di imposte, tasse e altri oneri, sono:

a) gli investimenti per l’ampliamento e la ristrutturazione di immobili funzionali all’attività di impresa. Sono ammissibili esclusivamente: le opere murarie e assimilate, la realizzazione di impiantistica aziendale, ivi compresi gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (tenuto conto del divieto di cumulo previsto dalle norme di settore in materia di contributi pubblici);

b) gli investimenti per l’installazione, la riqualificazione e il potenziamento dei sistemi e degli apparati di sicurezza degli esercizi turistici e commerciali, ivi comprese sia le tipologie di interventi citate nel Decreto del Ministero dell’interno dell’8 gennaio 2004 (pubblicato in G.U. serie generale n.13 del 17/01/2004), sia interventi interni e/o esterni, comunque finalizzati a riqualificare e/o potenziare i casino online sistemi e gli apparati di sicurezza dell’esercizio. Sono ammissibili esclusivamente: le opere murarie e assimilate, acquisto di apparati e sistemi di sicurezza.

c) gli investimenti per miglioramento, ammodernamento e adeguamento strutture. Sono ammissibili esclusivamente: l’acquisto di macchinari, arredi, attrezzature, incluso il mero allestimento di un automezzo destinato ad attività commerciali svolte su aree pubbliche; l’acquisto di hardware e software anche finalizzato a progetti che realizzano attività di e-commerce;

d) le spese di progettazione e direzione lavori in misura non superiore al 10% dell’investimento complessivo ammissibile.

È ammissibile anche l”acquisto di materiale usato se sono soddisfatte le tre seguenti condizioni:

  • il venditore rilasci una dichiarazione attestante la provenienza esatta del materiale e che lo stesso, nel corso degli ultimi sette anni, non abbia beneficiato di un contributo pubblico;
  • il prezzo del materiale usato non sia superiore al suo valore di mercato e sia inferiore al costo di materiale simile nuovo, attestata da un perito tecnico;
  • le caratteristiche tecniche del materiale usato acquisito siano adeguate alle esigenze dell”operazione e siano conformi alle norme e agli standard pertinenti, attestata da un perito tecnico;

Sono in ogni caso esclusi:

  • gli investimenti realizzati tramite Locazione Finanziaria, L.1329/63 (SABATINI) acquisto con patto di riservato dominio a norma dell’art. 1523 del Codice Civile;
  • gli investimenti non capitalizzati e quindi non iscritti nelle immobilizzazioni di bilancio dell’impresa;
  • l’acquisizione di azioni o quote di impresa;
  • le scorte di magazzino e gli automezzi;
  • le spese di funzionamento e di parte corrente;
  • gli impianti, i macchinari, gli arredi e le attrezzature ceduti all’impresa dai soci o dagli amministratori dell’impresa stessa o dai loro coniugi o parenti entro il secondo grado. Sono compresi in questa fattispecie i beni provenienti da società nella cui compagine siano presenti i soci o gli amministratori dell’impresa beneficiaria o i loro coniugi o parenti entro il secondo grado;
  • i costi relativi a lavori in economia;
  • le spese sostenute mediante pagamenti in contanti o altra forma di pagamento di cui non può essere dimostrata la tracciabilità;
  • i beni acquistati a fini dimostrativi;
  • l’imposta sul Valore Aggiunto recuperabile;
  • gli interessi passivi, le spese di incasso e altre spese accessorie;
  • le spese sostenute a titolo di avviamento d’azienda;
  • le spese sostenute a titolo di consulenza.

Sono ammissibili all”agevolazione gli investimenti avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di aiuto. Per data di avvio degli investimenti si intende la data di sottoscrizione del contratto (di acquisto, di appalto, …) ovvero della conferma d’ordine. Conseguentemente non sono ammissibili spese sostenute in data antecedente a quella di presentazione della domanda di agevolazione.

I beni non devono essere alienati, ceduti o distratti nei cinque anni successivi alla approvazione della rendicontazione finale dell’investimento, con riferimento alla data di stipula del contratto tra la Regione Toscana e l’impresa.

Il programma d’investimento deve essere realizzato entro 12 mesi dalla data di ammissione all’agevolazione (data del Decreto dirigenziale che approva la graduatoria).

Eventuali proroghe dei tempi di realizzazione possono essere richieste con istanza motivata una sola volta e per un massimo di sei mesi. La richiesta di proroga, inoltrata almeno tre mesi prima dello scadere del termine per l’ultimazione dell’investimento, sarà ammessa a condizione che la causa del ritardo contemporaneamente:

  • non sia originata dall’impresa stessa;
  • non sia prevedibile al momento della presentazione della domanda di aiuto;
  • produca l’oggettiva impossibilità per l’impresa beneficiaria di adempiere nei termini previsti.

Le imprese beneficiarie sono tenute a richiedere, con istanza motivata, preventiva autorizzazione al soggetto gestore nel caso di variazioni o modifiche nei contenuti e nelle modalità di esecuzione degli investimenti ammessi.

Le istanze sono istruite dal soggetto gestore e le risultanze sono trasmesse alla Regione Toscana per gli eventuali atti di competenza.

MISURA DELL”AGEVOLAZIONE E CUMULO

L’agevolazione del progetto di investimento si realizza tramite la concessione di un finanziamento a tasso zero fino al 75% dell’investimento ammissibile, nel limite massimo di Euro 80.000,00, per le imprese commerciali e fino al 40% dell’investimento ammissibile, nel limite massimo di Euro 200.000,00, per le imprese turistiche. L’aiuto è concesso in regime de minimis (Reg. (CE) n. 1998 del 15.12.2006).

Il valore nominale dell’aiuto concesso è pari al totale degli interessi gravanti su analoga operazione di finanziamento, determinati al tasso di riferimento vigente alla data di completamento della domanda. Nella determinazione del tasso di riferimento si applica quanto previsto dalla Comunicazione della Commissione relativa alla revisione del metodo di fissazione dei tassi di riferimento e attualizzazione (2008/C 14/02).

L”intensità massima di aiuto, così determinatasi, non potrà comunque essere superiore a 200.000 euro (come stabilito dalla normativa “de minimis”. La normativa prevede che l”importo complessivo degli aiuti “de minims” concessi ad una medesima impresa non deve superare i 200.000 euro nell”arco di tre esercizi finanziari).

La durata del piano di rientro è prevista in 7 anni, a rate semestrali posticipate costanti con due semestralità di preammortamento aggiuntive al rientro stabilito.

Nella fase di rimborso del finanziamento agevolato il beneficiario può presentare istanza, alternativamente, di rimodulazione del piano di ammortamento o di differimento del pagamento di massimo due rate del piano di ammortamento stesso, con le modalità stabilite nella D.G.R. 295/09.

Le agevolazioni previste dal presente bando sono cumulabili con altre agevolazioni finanziarie pubbliche, in relazione agli stessi costi ammissibili, purché tale cumulo non dia luogo ad un”intensità di aiuto superiore a quella fissata in un regolamento d”esenzione o in una decisione della Commissione.