Ormai l’web 2.0 è una costante della rete, anzi ne è divenuto sinonimo, con continue e costanti applicazioni pratiche, nel settore della comunicazione, del marketing, del turismo.   

Wikipedia, definisce  “Web 2.0 è un termine utilizzato per indicare genericamente uno stato di evoluzione di Internet (e in particolare del World Wide Web), rispetto alla condizione precedente. Si tende ad indicare come Web 2.0 l’insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente (blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Myspace, Twitter, Gmail, WordPress, Tripadvisor ecc.). La locuzione pone l’accento sulle differenze rispetto al cosiddetto Web 1.0, diffuso fino agli anni novanta, e composto prevalentemente da siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l’utente eccetto la normale navigazione tra le pagine, l’uso delle email e l’uso dei motori di ricerca”.

Web 2.0 non è un software specifico, nè un marchio, ma un un’insieme di approcci per usare la rete in modo innovativo.  Potremmo azzardare la definizione sociologica  di “ambiente/contesto”.  Si riferisce alle tecnologie che permettono ai dati di diventare indipendenti dalle persone che li producono,  o dal sito in cui vengono creati. L’informazione viaggia liberamente da un sito all’altro, indipendentemente dalla volontà della fonte.  Questo contesto permette agli utenti di prendere informazioni da diversi siti simultaneamente e di distribuirle sui propri siti per nuovi scopi. Non si tratta di derubare gli altri del loro lavoro, proprio perché  il Web 2.0 è un prodotto  open-source, che permette di condividere le informazioni sulle quali è stato creato Internet e rende i dati più diffusi. Questo permette nuove opportunità di lavoro e di informazioni che possono essere costruite sopra le informazioni precedenti.

Tim O’Reilly, Ceo di O’Reilly Media, ha coniato il termine Web 2.0 in una conferenza del 2004; da allora si svolgono appuntamenti periodici di aggiornamento sullo stato applicativo (vedi http://www.web2summit.com/web2011 ).

La svolta più rilevante è data dalla piattaforma di solo accesso del primo web, alla piattaforma partecipativa di web 2.0, il che comporterà sempre più implementazioni, novità sulla rete e grandi prospettive  in ambito business.

Siamo di fronte ad una discontinuità fra piattaforma “di solo accesso” del primo Web e nuova piattaforma partecipativa Web 2.0 (e occorre aggiungere: programmabile, componibile, con ricca interfaccia utente, decentralizzata, capace di relazione globale di contenuti, network-centrica, estendibile a logiche SOA (Service Oriented Architecture).

Gli effetti partecipativi, collaborativi e sociali di Web 2.0 rimandano alle problematiche del  “Nuovo potere dei consumatori”. L’Web 2.0 abilita l’approccio a creare e distribuire contenuti, con comunicazioni aperte e autorizzazioni decentrate, libera condivisione e riuso; il tutto per un “mercato visto come conversazione”, ed etica della partecipazione. Si concretizzano, nel contesto Web 2.0, le quattro libertà proclamate per il software da Richard Stallman, libertà di usare, studiare, copiare, migliorare e trarne profitto. (www.gnu.org/philosophy/free-sw.html)

Web 2.0 abilita una circuitazione virtuosa (con connessioni illimitate) dal fornitore al consumatore di prodotti o servizi, e di ritorni (in termini di contenuti e di intelligenza distillata). Su questi scambi si fondano i nuovi equilibri fra business e consumo, tanto più innovativi quanto più aperti, liberi e paritetici. Questo nuovo contesto partecipativo darà risultati superiori a qualunque strategia “esclusiva”. Come esempio di risultato, il successo e l’adozione esplosiva di www.myspace.com, il cui modello si è spinto oltre il concetto di portale esclusivo, per adottare un modello aperto, con spazio modificabile ed estendibile liberamente dall’utenza.

Internet non si può più considerare una semplice “rete di reti”, né un agglomerato di siti Web isolati e indipendenti tra loro, bensì la somma delle capacità tecnologiche raggiunte dall’uomo nell’ambito della diffusione dell’informazione e della condivisione del sapere. Queste le considerazioni alla base del Web 2.0 che, lungi dal rappresentare il culmine dell’evoluzione del mondo Internet, è un punto di partenza per nuove metodologie e applicazioni software, all’insegna della condivisione e della collaborazione tra soggetti variegati e diversi.

Il termine “Internet 2.0″ (o Web 2.0) è espressione del dibattito in corso in merito alle nuove possibilità di fruizione del sapere e delle informazioni offerte dalla Rete. Non è solo un’evoluzione della tecnologia, ma dei mezzi e degli strumenti che utilizzano l’infrastruttura tecnologica sulla quale poggia Internet.  E’ un nuovo modo di intendere la Rete, che pone al centro i contenuti, le informazioni, l’interazione.

Si parla di Internet e non di Web, anche se spesso sono considerati sinonimi, dal momento che oltre ai computer fanno parte della rete globale altre periferiche quali il cellulare, la televisione, la radio, che possono interagire tra loro utilizzando le nuove tecnologie di condivisione del dato digitale.

Il concetto di Web 2.0 pone l’accento sulle capacità di condivisione dei dati tra le diverse piattaforme tecnologiche, sia hardware che software. Dietro l’evoluzioni tecnologiche troviamo la filosofia della collaborazione.

I servizi e gli strumenti del Web 2.0 trasformano ogni utente da consumatore a partecipante, da utilizzatore passivo ad autore attivo di contenuti, messi a disposizione di chiunque si affacci su Internet, indipendentemente dal dispositivo che utilizza.

Le applicazioni più diffuse del Web 2.0 sono: Blog, wiki, social network, podcasting, vodcasting. Tutte permettono la partecipazione e la diffusione di ciò che viene prodotto all’interno delle comunità interattive di fruitori/autori di contenuti. Gli argomenti e le materie trattate spaziano in tutti i campi del sapere, rendendo ogni informazione immediatamente visibile e rielaborabile. (ad esempio un articolo su un quotidiano on line può essere commentato su un blog, essere arricchito con aggiunta di contenuti audio e video, essere condiviso su un social forum, ed arricchito ad ogni passaggio della catena).

Il blog,  e l’esplosione di questi sulla rete, diviene un vero e proprio luogo di incontro, di discussione e di condivisione di argomenti e contenuti, disponibili sotto forma di testo, immagini, audio e video, con possibilità di presentarli su altri siti web, o su servizi news navigabili tramite il cellulare. La diffusione dell’informazione può avvenire anche tramite i podcast (file audio), ed i vodcast (file video), leggibili da programmi dedicati.

Le applicazioni wiki sono la dimostrazione di come la conoscenza può essere diffusa attraverso la tecnologia di  rete. La logica che muove e sviluppa wiki è la partecipazione degli uetnti ad un obiettivo comune, come, ad esempio, la realizzazione della più grande enciclopedia mondiale, wikipedia, oppure la creazione di un glossario informatico, o di una knowledge (base dedicata ad uno specifico argomento). E’ il metodo di lavoro l’elemento innovativo, in quanto chiunque può aggiungere o modificare il contenuto (testo, immagini, video)  presente in un wiki. Su piano sociale, la partecipazione libera degli individui, produce un bene culturale comune, fruibile gratuitamente da tutti.

I social network si compongono di gruppi di persone che hanno passioni e interessi comuni, disponibili a condividere pensieri e conoscenze, distribuendo contenuti multimediali relativi ai propri interessi, attraverso gli strumenti web 2.0

Il cuore pulsante del web 2.0 è il contenuto, fruibile in tutte le sue applicazioni  multimediali, prodotto dall’interazione delle persone tramite piattaforme ad hoc. Le applicazioni sono le più disparate, da quelle a scopo commerciale a quelle votate alla libera circolazione del pensiero.

Le formule che generano ricavi sono molteplici; le prime soluzioni che vengono in mente sono sicuramente la vendita di pubblicità, di servizi professionali, di prodotti turistici,  ma non vanno trascurate la visibilità e la credibilità che un’azienda può acquisire aprendo il proprio blog, o partecipando a comunità di nicchia i cui interessi coincidono con i prodotti offerti. Per non parlare dei vantaggi nel campo delle relazioni istituzionali, nella formazione culturale collettiva ed individuale, nella comunicazione d’impresa, il cui principio guida è  “lavorare bene e farlo sapere a tutti”.

Per l’articolato universo del turismo, l’web 2.0 rimane lo strumento applicativo di Internet più potente e dinamico, a supporto delle strategie di promozione e vendita del prodotto. Le politiche di prodotto, l’aggregazione dell’offerta, le destinazioni, la concorrenza, l’organizzazione dei servizi, la chiarezza e la qualità delle proposte, sono precondizioni su cui innestare le tecniche applicative. Senza solide basi di marketing, nulla può l’web,  anche se si chiama 2.0.